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Il premier e segretario del Partito socialista spagnolo Pedro Sanchez Il premier e segretario del Partito socialista spagnolo Pedro Sanchez  (ANSA)

Spagna: vittoria dei socialisti. Maggioranza incerta

Alle elezioni in Spagna il partito socialista di Sanchez vince ma non ha la maggioranza. Tracollo dei popolari, mentre l'estrema destra di Vox entra per la prima volta in Parlamento conquistando il 10% dei voti. Le congratulazioni e il sostegno dei vescovi del Paese

Elvira Ragosta - Città del Vaticano

Con il 28,7% dei voti e 123 seggi, i socialisti sono il primo partito, ma per avere la maggioranza a Sanchez non basterà allearsi con Podemos, che di seggi ne ha guadagnati 42. Battuta d’arresto per i Popolari, che dimezzano i rappresentanti: ne avranno 66; mentre 57 sono quelli dei liberali di Ciudadanos. La sostanziale novità segnata da questo appuntamento elettorale è l’ingresso dell’estrema destra in Parlamento, per la prima volta dal 1982, con il partito Vox, che guadagna 24 seggi. Molto alta l’affluenza: ha votato il 75,7% degli spagnoli, contro il 66,4% delle precedenti consultazioni del 2016. "Il Psoe ha vinto, e con questo ha vinto il futuro e ha perso il passato", queste le prime parole di Sanchez, i cui sostenitori, intanto, non vogliono un’alleanza con Ciudadanos. Sanchez ha però detto che tenderà la mano a tutte le forze politiche nell’ambito della Costituzione.

L’analisi del voto

“Dalle elezioni viene fuori innanzitutto un vincitore molto chiaro, che è il partito socialista di Sanchez che aumenta di oltre 40 seggi la sua presenza in parlamento - commenta Antonio Villafranca, responsabile dell’area Europa per l’Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale - e viene fuori anche uno sconfitto sicuro, il Partito popolare di Casado, che aveva spinto troppo a destra il partito e ha quindi dovuto cedere dei voti al partito di centrodestra Ciudadanos. Al momento – continua Villafranca - quello che appare certo è che manca una decina di seggi perché Sanchez possa creare una maggioranza. Ci sono vari partiti che possono appoggiare una coalizione con Podemos, ma mancherebbe in ogni caso un solo seggio per arrivare alla maggioranza assoluta. Quello che sicuramente Sanchez vorrà evitare è di aver bisogno dei partiti indipendentisti catalani che avevano proprio fatto cadere il suo precedente governo, non votando la legge di bilancio”.

Ascolta e scarica l’intervista ad Antonio Villafranca

Le congratulazioni e la collaborazione dei vescovi

Il presidente della Conferenza episcopale spagnola (CEE), il cardinale Ricardo Blázquez, a nome proprio e a nome di tutti i vescovi spagnoli, ha inviato una lettera a D. Pedro Sánchez per congratularsi in merito ai "risultati ottenuti dal suo partito nelle elezioni generali ". Il "sostegno  - scrive- che il vostro progetto ha ricevuto in queste elezioni è un segno della fiducia che gli spagnoli ripongono in voi per il bene comune di tutti". In questo lavoro troverete la leale collaborazione di questa Conferenza Episcopale, che è anche al servizio della società". Dal porporato infine l'assicurazione della preghiera, affinchè il Signore conceda al nuovo leader  " luce e forza per adempiere alle alte responsabilità" che gli spagnoli gli hanno affidato.

Ultimo aggiornamento ore 17.26 del 29.04.2019

29 aprile 2019, 08:28