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Una vista della cattedrale dopo l'incendio, con il tetto completamente distrutto Una vista della cattedrale dopo l'incendio, con il tetto completamente distrutto 

Notre Dame: si indaga per distruzione involontaria

Lo Stato Francese dovrà farsi carico delle spese di ricostruzione ma intanto la colletta dei grandi donatori ha già raccolto oltre 700 milioni di euro. Polemiche per un primo allarme sottovalutato. La cattedrale non era assicurata. L’esperta dell'Università Gregoriana: ci vorrà tempo e il restauro dovrà essere riconoscibile

Marco Guerra – Città del Vaticano

Dopo due giorni dall’incendio che ha distrutto la guglia e il tetto e danneggiato la navata centrale della cattedrale di Notre-Dame, la gara di solidarietà ha già totalizzato oltre 700 milioni di euro di donazioni per la ricostruzione e il restauro della Chiesa. Si stima che entro oggi la colletta privata dei grandi donatori potrebbe raggiungere il miliardo di euro.

La Cattedrale non era assicurata

Intanto i media francesi rivelano che la Chiesa non era assicurata, spiegando che lo Stato è “assicuratore” per gli edifici religiosi di cui è proprietario, come la cattedrale di Parigi. "Lo Stato farà quello che serve" ha detto infatti il ministro della Cultura, Franck Riester, mentre l’odierno consiglio dei ministri sarà completamente dedicato alla ricostruzione dell’edificio.

Macron: ricostruzione in 5 anni

Ieri sera il Presidente francese Marcon, parlando alla nazione, ha promesso “la ricostruzione della cattedrale sarà completata da qui a cinque anni, e sarà più bella di prima”. L’incendio di Notre-Dame, ha proseguito, “ci ricorda che la nostra Storia non si ferma mai. Ci sono sempre prove da superare. Quello che crediamo indistruttibile può essere colpito. Tocca a noi francesi assicurare la continuità”.

L’inchiesta: 50 investigatori in campo

L’inchiesta sulle cause che hanno scatenato l'incendio vede già impegnati 50 investigatori e nel pomeriggio è in programma una conferenza stampa dei Vigili del fuoco di Parigi alla presenza di esperti. Gli inquirenti dovranno rispondere a molte domande che in queste ore stanno alimentando le polemiche sul ritardo dei soccorsi.

Incendio riscontrato solo al secondo allarme

Il procuratore di Parigi Rémy Heitz ha spiegato che “c'è stata una prima allerta alle ore 18:20, seguita da un sopralluogo per sedare i dubbi”, durante il quale però non è stato riscontrato nulla di anomalo. Heitz ha aggiunto che c'è stata poi una seconda allerta alle 18:43 e solo a quel punto il fuoco è stato riscontrato nella struttura. Ad ogni modo lo stesso magistrato ha precisato che nulla “indica un atto doloso", viene quindi privilegiata l'ipotesi dell'incidente. Per questo motivo la procura ha aperto un’inchiesta per “distruzione involontaria attraverso un incendio”, affidata alla direzione regionale della polizia giudiziaria.

L’esperta: Notre-Dame è un simbolo

Di sicuro l’incuria e possibili errori umani nella fase di restauro che era iniziata da meno un anno ha portato all’innesco dell’incendio nel tetto in parte ancora originario del tredicesimo secolo. In un’intervista realizzata da Fabio Colagrande di Radio Vaticana Italia, Maria Teresa Giglozzi, docente di Storia dell’arte medioevale all’Università di Macerata e alla Pontificia Università Gregoriana, ha parlato delle soluzioni per la ricostruzione e il restauro e del valore altamente simbolico della cattedrale di Notre-Dame:

Ascolta l'intervista alla professoressa Gigliozzi

R. – Ormai, con le tecnologie attuali è tutto fattibile. Fortunatamente, la cattedrale non ha subito danni così ingenti come in un primo momento si era pensato. Sono comunque danni importanti che hanno riguardato prevalentemente, come tutti sapete e avete visto anche dalle immagini, il tetto, le volte, alcune volte sono crollate per il crollo della guglia, la cosiddetta “flèche” … Sono strutture che erano già state ripristinate in un restauro in stile, nella metà dell’Ottocento, da Le Duc, e che possono essere tranquillamente ricostruire naturalmente con materiali adatti, adeguati. Ci sarà sicuramente una commissione di esperti – restauratori, architetti, storici dell’arte, ingegneri – e sono operazioni che – per esempio, ricordo il caso delle volte della Basilica di Assisi - alla fine richiedono un po’ di tempo. Certo, non sarà un’impresa leggera, ci vorrà tempo … forse i cinque anni di Macron sono un po’ ottimistici, un po’ troppo ottimistici; però, è un lavoro che si può fare e che verrà sicuramente bene. L’importante è sempre, nei restauri, che siano poi riconoscibili: quindi i materiali devono essere adeguati ma anche il restauro dev’essere riconoscibile come restauro e quindi non come un ricostruire un falso. Ma questo, ovviamente, è nelle corde dei restauratori attuali, di tutti, naturalmente.

Si è parlato in queste ore molte volte di Notre Dame come di un simbolo: come studiosa di storia dell’arte, cosa rappresenta una cattedrale come quella di Parigi?

R. – La cattedrale da sempre, nella storia cristiana e del cristianesimo è un punto simbolico di una città, è il luogo di raccolta dei fedeli, ma della cittadinanza. Lo è stato da sempre, questa è stata sempre la sua funzione. E anche nel mondo di oggi, soprattutto in città come Parigi, nelle grandi capitali, quello diventa un monumento-simbolo al di là del suo valore, della sua funzione religiosa. Quindi è un simbolo per i cristiani, ma è un simbolo per tutti: è un patrimonio dell’umanità. Sono quelle cose che vanno appunto al di là della fede, che hanno un valore aggiunto perché sono simbolo e identità di un popolo e di una città e dell’Europa, in questo caso. Quindi, sicuramente per questo vedere quelle immagini ha suscitato così grande impatto emotivo: proprio perché tutti ci si riconoscono, perché non è un simbolo solo da cartolina; è qualcosa di vivo, di sentito da tutti in cui tutti si identificano. Questo è il valore del bene culturale e per questo bisogna sempre curarli: proprio per questo motivo, perché poi quando succede un danno – o per guerre, per terremoti – ci si identifica. Quindi, questo è il valore forte che ha il bene culturale ed è per questo che le sensibilità devono essere sempre volte alla tutela di questi beni.

In conclusione, professoressa Gigliozzi, qual è la bellezza particolare, il valore artistico e architettonico di Notre Dame, che fa di questa cattedrale un unicum?

R. – Notre Dame è stata tra le primissime cattedrali, costruzioni gotiche in Europa; la sua costruzione risale alla metà del XII secolo: in particolare, la prima pietra fu posta nel 1163 alla presenza di Papa Alessandro III. Poi ebbe una redazione, un cantiere abbastanza lungo fino a inoltrarsi nel ‘200, anche agli inizi del ‘300. E’ quindi fra i prototipi del gotico francese su cui poi si sono modellati anche altri edifici. Rappresenta questo: la cultura medievale francese, il gotico francese, anche se appunto l’edificio è stato poi – durante la Rivoluzione francese – danneggiato e poi in gran parte ricostruito, un po’ anche inventato – un Medio Evo un po’ inventato, appunto, nell’Ottocento da Viollet-Le-Duc. Ma è questo immaginario del Medio Evo che rimane forte in quelle forme, anche se sappiamo che alcune di quelle forme sono state un po’ reinventate nell’Ottocento. Comunque, la cattedrale conserva nelle sue strutture portanti, fondamentali la struttura gotica originaria.

17 aprile 2019, 12:29