Cerca

Vatican News

Filippine: 15 morti per sisma nel nord del Paese

E' salito a 15 il numero dei morti nel terremoto di magnitudo 6,1 della scala Richter che ha colpito ieri il nord delle Filippine, dove i soccorritori continuano a scavare alla ricerca di sopravvissuti sotto le macerie di un Centro commerciale di quattro piani crollato a causa della scossa. Danni in 10 chiese d’interesse storico. Forte scossa anche oggi nel centro del Paese

Secondo quanto riferito dalle autorità, la maggior parte delle vittime si registra nella provincia di Pampanga, dove in giornata è atteso il presidente Rodrigo Duterte. Ed Posadas, portavoce dell'agenzia per i disastri nazionali, ha fatto sapere che 24 persone risultano ancora disperse, la maggior parte delle quali sotto le macerie del Centro commerciale Chuzon, a Porac, nella provincia di Pampanga. Oggi una nuova forte scossa di magnitudo 6,3, nel centro delle Filippine, 13 km a est di Tutubigan, ad una profondità di 70,2 km. Lo rende noto l'Istituto geofisico americano (Usgs). Per ora non si hanno notizie di danni o vittime. Il sisma di ieri aveva colpito il nord del Paese con una magnitudo di 6,1 (sempre secondo l'Usgs). Tra le strutture che hanno riportato danni maggiori vi sono nove scuole, almeno 10 chiese di interesse storico e la Megadike Fvr, l'ultima difesa della provincia contro le colate laviche del monte Pinatubo.

La popolazione filippina vive queste ore senza particolare apprensione

Padre Giovanni Re, missionario del Pontificio Missioni Estere (Pime), dichiara all’Agenzia AsiaNews: “Qui a Parañaque City [dove si trova la casa regionale dell’Istituto] abbiamo avvertito il sisma, ma il tremore non è stato forte. Le vibrazioni sono durate solo qualche secondo. Nelle aree più colpite, non si sa ancora di preciso quali siano i danni effettivi. La popolazione filippina vive queste ore senza particolare apprensione poiché le conseguenze del terremoto, almeno per il momento, sembrano essere limitate. Negli ultimi anni, sul Paese si sono abbattuti diversi tifoni che hanno seminato molte più morti e distruzioni. Questo spiega la relativa tranquillità con cui i filippini hanno reagito di fronte a questo terremoto”.
 

23 aprile 2019, 11:03