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Parlamento di Londra Parlamento di Londra  (ANSA)

Brexit: si del Parlamento per evitare uscita dalla ’Ue senza accordo

Segnale positivo per il governo britannico in chiave Brexit. Questa notte c’è stato il via libera della Camera dei Comuni ad una legge che impone l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea con un’intesa. Si tratta del primo voto favorevole per il premier May, ma a precise condizioni

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

Dopo il voto positivo di questa notte, per il Regno Unito si intravede la possibilità di una Brexit con intesa. Alla Camera dei Comuni c’è stato il via libera, ma con la richiesta di avere da Bruxelles una proroga in caso aumenti il rischio di un’uscita senza accordo.

Un voto positivo dopo quattro bocciature

Si è trattata di un’approvazione risicata, 313 sì contro 312 no, la prima dopo quattro votazioni negative, ottenuta grazie ad una maggioranza trasversale, che, oltre a dare l’assenso ad una Brexit suffragata da un accordo con Bruxelles, pone a Theresa May l’obbligo di chiedere all’Unione Europea un’ulteriore proroga nel caso aumenti il rischio di una separazione senza alcuna intesa.

Ancora alcuni passi per ufficializzare la Brexit

Ma i problemi per Downing St non sono finiti. La procedura veloce, quasi irrituale, utilizzata per questo voto ha destato non poche polemiche nel panorama politico britannico. Inoltre, ora la questione passa all’esame della Camera dei Lord, dove comunque c’è il rischio di nuovi ostruzionismi. Dato positivo l’apertura di un tavolo di dialogo tra Conservatori e Laburisti, con il primo incontro a Westminster fra Theresa May e il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn: colloquio definito utile, ma non risolutivo, ha detto quest'ultimo.

L’Europa tifa per una soft Brexit

Secondo l’economista dell’Università Bocconi, Carlo Altomonte, un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, con un accordo che regoli i futuri rapporti, conviene sia a Londra che ai 27, sia per salvaguardare centinaia di posti di lavoro che i rapporti commerciali in essere, anche perché anche geopoliticamente il Regno Unito riamane pur sempre nell’area europea.

Ascolta l’intervista a Carlo Altomonte
04 aprile 2019, 14:03