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Vatican News

Venezuela: manifestazioni dei sostenitori di Maduro e Guaidò

Le due fazioni ieri sono scese in piazza in varie parti del Paese. Momenti di tensione quando la polizia ha usato gas lacrimogeni contro i sostenitori di Guaidò. C’è attesa per l’invio di aiuti umanitari della Croce Rossa in accordo con la Conferenza episcopale venezuelana

Il processo per estromettere dal potere in Venezuela il Presidente Nicolas Maduro "è entrato nella sua fase finale" e culminerà il 6 aprile quando si realizzerà l''Operazione Libertad', una mobilitazione nazionale che potrebbe giungere al Palazzo presidenziale di Miraflores. Lo ha assicurato ieri Juan Guaidò, che ha assunto l’incarico di Presidente ad interim, che ha parlato ai suoi militanti scesi numerosi in piazza a Caracas e in vari Stati venezuelani, per protestare contro i blackout elettrici che hanno privato la gente anche di acqua, gas e assistenza sanitaria.

Attesa per gli aiuti della Caritas in accordo con i vescovi del Paese

La protesta, che ha vissuto momenti di forze tensione quando le forze di polizia hanno usato gas lacrimogeni, è avvenuta all'indomani dell'annuncio, da parte della Federazione internazionale della Croce rossa, dell’accordo con la Conferenza episcopale venezuelana per l'avvio fra 3 settimane di un’operazione di aiuti umanitari a favore di 650.000 persone vulnerabili. Aiuti che che verranno distribuiti con imparzialità senza l’appoggio politico di Maduro o di Guaidò

Il governo: i Paese pronto a difendersi da ogni aggressione

Nelle stesse ore, in quattro quartieri della capitale venezuelana, ma anche a livello nazionale, hanno manifestato i sostenitori di Maduro rispondendo all'appello per una 'Operazione popolare a difesa della libertà'". Parlando ai militanti 'chavisti' nel quartiere di Catia di Caracas, il vicepresidente del Partito socialista unito del Venezuela, Diosdado Cabello, ha dichiarato che "il Paese ha dimostrato oggi di essere preparato a difendersi da ogni aggressione, perché le forze rivoluzionarie si sono dispiegate su tutto il territorio nazionale".

Guaidò minaccia di ricorrere alla costituzione per l'invito di missioni militari straniere

Mostrandosi sicuro e sfidando il governo che giovedì lo ha sanzionato con una inibizione da incarichi pubblici per 15 anni, Guaidò ha rilanciato il guanto di sfida al potere costituito, lasciando intendere di poter alzare il livello dello scontro facendo “ricorso all'articolo 187 della Costituzione" ha detto, che contempla l'invito di missioni militari straniere in Venezuela senza fornire indicazioni sui Paesi a cui si chiederebbe l'intervento.
 

31 marzo 2019, 09:33