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Un bambino in Yemen con delle taniche di acqua Un bambino in Yemen con delle taniche di acqua 

Oxfam: emergenza idrica per oltre 2 miliardi di persone

La Ong ha presentato un nuovo rapporto che fotografa la crescente emergenza globale della mancanza di acqua potabile. A rischio soprattutto i bambini

Camillo Barone – Città del Vaticano

Nel mondo oltre una persona su quattro non ha accesso a fonti d’acqua sicure, pulite o potabili, mentre più di uno su tre sopravvive senza i servizi igienico sanitari di base: questi i dati allarmanti fotografati questa mattina dal report di Oxfam sulle condizioni di vita di oltre 2 miliardi di persone. I bambini, assieme alle loro madri e sorelle, sono le prime vittime delle malattie che derivano dalla scarsità di acqua pulita, specie se si trovano a vivere in Paesi martoriati da conflitti, carestie e siccità sempre più prolungate a causa del crescente cambiamento climatico.

In Yemen e Siria oltre 3 milioni di persone senza acqua pulita

Oltre 17mila civili sono stati uccisi nel conflitto in Yemen e quasi 3 milioni di cittadini hanno dovuto abbandonare la propria casa e i propri averi. 24,1 milioni di abitanti su 28,5 dipendono interamente dagli aiuti umanitari esterni per poter sopravvivere, e quasi 18 milioni di abitanti non hanno più un accesso sicuro ad acqua pulita a causa della distruzione di infrastrutture ospedaliere, servizi sanitari e punti di primo soccorso. La grave epidemia di colera scoppiata in Yemen nel 2017 ad oggi ha contagiato oltre 1,3 milioni di abitanti, sempre secondo quanto riportato da Oxfam.
Anche in Siria il rischio di contrarre malattie come colera o tifo aumenta di giorno in giorno per i 6,6 milioni di sfollati interni che vivono in condizioni precarie a causa del conflitto armato che si protrae da ormai 8 anni

L’impatto allarmante del cambiamento climatico in Africa

I conflitti etnici e sociali non sono le uniche cause che portano all’attuale scarsità di acqua pulita. In Sudan e in altri Paesi dell’Africa sub-sahariana centinaia di migliaia di famiglie sopravvivono ogni giorno bevendo acqua sporca, soprattutto a causa dei crescenti cambiamenti climatici, che favoriscono la siccità e la progressiva desertificazione delle terre dei piccoli e medi agricoltori e allevatori. Solo in Sudan circa 3 milioni di rifugiati hanno lasciato le loro case in cerca di condizioni di vita migliori, alla ricerca di adeguati servizi idrici, anche solo per lavarsi ed evitare di contrarre malattie infettive.

Su quanto emerge dal rapporto, l’intervista a Sabina Siniscalchi, presidente di Oxfam Italia

Ascolta l'intervista a Sabina Siniscalchi
05 marzo 2019, 15:52