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Haiti: i Redentoristi denunciano povertà, miseria e corruzione

Appello dei Redentoristi che da anni vivono e operano con il popolo di Haiti, uno dei Paesi più poveri del mondo, a mettere al primo posto gli interessi della nazione e il bene comune, alla luce dei gravi casi di corruzione agli alti livelli del governo

“Chiediamo la presa di coscienza pubblica dei vari partiti per una decisione patriottica, anche a prezzo di grandi sacrifici, per mettere al primo posto l’interesse comune”: è l’appello dei missionari Redentoristi (Congregazione del Santissimo Redentore) che da anni vivono e operano con il popolo di Haiti. Pochi giorni fa i vescovi della Conferenza episcopale avevano denunciato in un loro messaggio la grave situazione: “L'ora è seria, aumenta la miseria, il bene comune è minacciato. Il Paese è sull’orlo dell'abisso! Questa situazione non può durare di più".

Metà degli haitiani sopravvive con meno di 2 dollari al giorno

Il testo dei Redentoristi di padre Renold Antoine, segretario regionale dei Redentoristi - riporta l’Agenzia Fides - è forte e chiaro nel descrivere la situazione di povertà, miseria e caos in cui è precipitato il popolo haitiano in seguito alla corruzione agli alti livelli del governo. Così scrive padre Renold: “Haiti è il paese più povero dell’emisfero occidentale. Su questa isola caraibica, oltre la metà degli 11 milioni di persone sopravvive con meno di 2 dollari al giorno. Secondo i dati, il 41% della popolazione è disoccupato, due terzi lavorano in lavori informali. Tuttavia, da poche settimane, il Paese sta vivendo una situazione caotica, atti vandalici e dimostrazioni violente. Attraverso queste proteste si chiedono le dimissioni del Presidente Jovenel Moïse perché incompetente, perché non dice la verità e per le sue possibili implicazioni nella distrazione del denaro di Petro Caribe (Programma attraverso il quale il governo del Venezuela fornisce petrolio al paese a prezzi molto bassi per favorire lo sviluppo sociale). Si denuncia poi la corruzione in cui diverse autorità sono state coinvolte, incluso l’attuale Presidente. A questo si aggiunge l’aumento del costo della vita e della violenza di strada”.

Insufficienza delle misure del governo e inefficienza dell’opposizione

In questa situazione – prosegue il testo -, il governo ha annunciato una riduzione del costo dei beni di prima necessità e di aumentare l’accesso al credito per le piccole imprese, misure che la popolazione considera insufficienti. Il governo nazionale ha inoltre deciso di creare una Commissione per facilitare il dialogo inter-haitiano. Tuttavia non si ritiene che questa Commissione riesca a fare qualcosa per il Paese, perché è stata contestata la scelta della maggior parte dei suoi membri, che non sono conosciuti dalla popolazione, inoltre ogni gruppo difende i suoi interessi al di sopra degli interessi nazionali. “Ciò che è peggio – scrivono i Redentoristi - è che notiamo con molta tristezza che l’attuale opposizione non si oppone né alla corruzione, che è un cancro per il Paese, né alla disoccupazione, né all’inefficacia dello Stato, né al contrabbando. Il suo unico rimorso è di non essere al potere.”

Tenere conto degli interessi superiori della nazione

Questo l’appello lanciato dai missionari: “Come Congregazione, insieme alla Conferenza Episcopale di Haiti, invitiamo i protagonisti sociali e politici ad “unire le forze e le intelligenze per salvare la nostra barca comune, che è Haiti”. Vi incoraggiamo a trovare una saggia soluzione che tenga conto degli interessi superiori della nazione e della difesa del bene comune. Haiti verrà salvata dal dialogo quando, con sincerità, tutti riusciranno a partecipare e mettere al primo posto l’interesse comune.” (C.E. - Agenzia Fides)

 

03 marzo 2019, 08:00