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Carlo Guglielmo Vitale Carlo Guglielmo Vitale 

E-book universitari: li richiede uno studente disabile

Carlo Guglielmo Vitale, 31 anni, distrofia muscolare Duchenne, invoca e-book universitari per migliorare l’accesso allo studio da parte di persone con handicap come il suo. La tecnologia in questo offrirebbe oggi enormi potenzialità

Laura De Luca – Città del Vaticano

“Sono una persona disabile con la distrofia muscolare di Duchenne e, come tanti altri nelle mie condizioni, non posso studiare senza l'ausilio di un PC: quindi non posso sfogliare, evidenziare o semplicemente leggere libri cartacei.”

Insperato successo di una raccolta firme

Questo l’esordio dell’appello del giovane pubblicista, già laureato in Scienze politiche, impiegato in un ente pubblico e che ora è al terzo anno di Giurisprudenza. Alla fine del 2018 ha lanciato su una piattaforma dedicata una raccolta firme per sostenere questa sua necessità, ed è stato il primo a stupirsi della massiccia adesione: oltre 130 mila firme in poco più di due mesi.
“Sono pochissime le versioni digitali dei libri specialistici universitari o professionali, a dispetto di tanti romanzi ormai disponibili in e-book. Circa 10 anni fa, quando frequentavo l'università, avevo lo stesso problema: pensavo si fosse attenuato notevolmente in questi anni. Ricominciando a studiare, ho scoperto a malincuore che la situazione non è cambiata, se non marginalmente! Le case editrici dovrebbero ormai capire che, non mettendo in commercio libri in formato elettronico, negano di fatto, a noi disabili gravi, il diritto allo studio e all'aggiornamento professionale. Chiedo al Presidente del Consiglio e al competente Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nonché al Ministro per la Famiglia e la Disabilità di sollecitare una soluzione al problema, ormai non più rinviabile.”

Le promesse della politica

Il ministro Bussetti, sul periodico Leggo ha ringraziato Carlo Guglielmo Vitale e si è sbilanciato con una promessa precisa: “Chi vuole studiare, tanto più se parte da una condizione di difficoltà, va sostenuto. Sempre e da tutti … Chiederò agli uffici del Ministero di verificare qual è la soluzione migliore, la più veloce. L’accesso al sapere e all’educazione è un diritto. Un diritto che lo Stato deve tutelare fino in fondo”.

Il Papa: la tecnologia a servizio della salute dell’uomo

Lunedi 25 febbraio ricevendo in sala Clementina i partecipanti alla plenaria della Pontificia accademia per la vita sul tema “Robo-etica. Persone, macchine e salute”, Papa Francesco aveva sottolineato come “in un contesto in cui dispositivi tecnologici sempre più sofisticati coinvolgono direttamente le qualità umane del corpo e della psiche, diventa urgente condividere con tutti gli uomini e le donne impegnati nella ricerca scientifica e nel lavoro di cura. È un compito arduo, certamente, dato il ritmo incalzante dell’innovazione. L’esempio dei maestri dell’intelligenza credente, che sono entrati con saggezza e audacia nei processi della loro contemporaneità, in vista di una comprensione del patrimonio della fede all’altezza di una ragione degna dell’uomo, ci deve incoraggiare e sostenere.”

Ascolta l'intervista a Carlo Guglielmo Vitale

Carlo, come hai studiato finora?

R. - Nella migliore delle ipotesi trovo qualche rara edizione digitale oppure mi arrangio con i compendi, che sono più fili da trovare, oppure con riassunti, o ancora con le video-lezioni…

E qual è stata finora la migliore opzione per te?

R. - Avere il libro è sempre un’altra cosa: il libro è più completo, più interessante. Anche le video-lezioni sono importanti. Forse l’ideale è una integrazione.

Puoi descriverci la tua postazione di studente?

R. - Ho un Pc su un tavolo un po’ rialzato perché arrivi a livello degli occhi e poi con la mia carrozzina mi collego tramite bluetooth: il mio joystick si trasforma in un mouse e con un semplice movimento del dito posso sfogliare un libro in formato digitale!

Grandi progressi tecnologici ma pochi per l’editoria…

R. - Esatto. I romanzi ormai sono tutti in versione digitale. Prima avevamo solo pochi titoli, adesso si trovano più o meno tutti. La carenza insomma riguarda solo i testi scientifici. Ho provato a chiedere alle case editrici una versione digitale. In rari casi (due) ho ottenuto risposta positiva: dietro una prova d’acquisto del libro mi hanno inviato il file pdf con il contenuto digitale. Però, ripeto, hanno dato disponibilità soltanto un paio di editori. Molti neanche rispondono. E resta comunque difficile trovare anche soltanto un recapito per indirizzare una richiesta specifica.

E così qualche mese fa hai pensato di ufficializzare questa esigenza…

R. - Una raccolta firme per mobilitare l’opinione pubblica. L’iniziativa è nata così, una sorta di esperimento, in un momento di esasperazione. Non mi sarei mai aspettato in così poco tempo un così grande numero di adesioni.

C’è stato anche un bel passaparola sui social…

R. - E il ministro mi ha ringraziato per avere sollevato il problema. Vediamo poi concretamente come lo risolverà. Comunque c’è un altro elemento importante: la legge europea in discussione in questi giorni alla Camera contiene una deroga sul diritto d’autore per libri digitali destinati ai disabili, che permetterebbe la circolazione di questi testi. Non sarà certo la soluzione, ma una volta che questa legge entrerà in vigore sicuramente faciliterà le cose. Anche se, appunto, non sarà sufficiente a risolvere il problema.

La tecnologia oggi non ha limiti, infatti tu sei in grado di consultare il consultabile. E il legislatore sembra ora facilitare l’accesso ai testi… Cosa manca?

R. - La soluzione pratica, la volontà pratica.

Carlo, per finire. A chi o per cosa vuoi dire un grazie?

R. - Innanzitutto grazie a tutte le persone che mi sostengono, poi grazie anche alla tecnologia: senza di essa non so come sarebbe oggi la mia esistenza. Per finire io sono credente e quindi grazie anche a Dio per tutta la mia vita.

 

03 marzo 2019, 11:39