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Padre Paolo Dall'Oglio Padre Paolo Dall'Oglio 

Nuove voci su Padre Dall'Oglio: si continua a pregare

Secondo l'articolo pubblicato oggi dal 'Times', Padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita rapito a Raqqa, in Siria, sarebbe vivo. “Posso dire che continuiamo a pregare perché padre Paolo sia vivo” ha detto il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana il quale ha ricordato la vicinanza del Papa ai familiari del sacerdote

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

“Posso dire che continuiamo a pregare perché padre Paolo sia vivo”: così, il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti ha risposto ad una domanda di un giornalista che, durante la presentazione della Giornata contro la tratta, ha citato le indiscrezioni di stampa secondo cui il sacerdote gesuita italiano Paolo Dall’Oglio, rapito in Siria il 29 luglio del 2013, sarebbe ancora vivo.

La vicinanza del Papa ai famigliari di padre dall’Oglio

“Pochi giorni fa ho potuto dare comunicazione del fatto che il Santo Padre a Casa Santa Marta aveva incontrato i familiari di padre Paolo e posso anche confidare la gioia, l’emozione della famiglia perché ho potuto parlare con una delle sorelle dopo l’incontro. Era presente anche la madre di padre Paolo ed era commossa e grata al Santo Padre per questo incontro. Posso anche aggiungere che mi associo alle parole di speranza espresse anche stamattina dal nunzio in Siria, il cardinale Zenari, con il quale ho parlato poco prima di essere qui da voi”.

Il gesuita rapito sarebbe oggetto di una trattativa dell’Is

Stando al quotidiano britannico, Paolo Dall'Oglio, è vivo ed oggetto di una trattativa dello Stato islamico per sfuggire all'annientamento in una delle ultime sacche di territorio sotto il suo controllo. E' quanto riferito al Times da fonti curde ma forze curdo-siriane che guidano l'offensiva contro l'Isis nel sud-est della Siria smentiscono di essere a conoscenza dell'esistenza in vita del gesuita italiano. Oggetto dei negoziati, secondo il quotidiano, sarebbero oltre a Dall'Oglio il giornalista britannico John Cantlie e un'infermiera della Croce Rossa dalla Nuova Zelanda. L'Isis, secondo le fonti citate dal quotidiano, starebbe cercando un accordo con le forze curdo-arabe sostenute dagli Stati Uniti che li circondano, chiedendo un passaggio sicuro in cambio della liberazione degli ostaggi.

Solo voci sulla sua sorte

Il suo rapimento non è mai stato rivendicato e di lui non si hanno più notizie, anche se in passato sono circolate voci mai confermate sulla sua prigionia in un 'carcere' dell'Is (nella provincia di Aleppo, avevano detto ad Aki-Adnkronos International fonti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani alla fine del 2014) e anche sulla sua morte. Per la sua liberazione ha rivolto un accorato appello anche Papa Francesco.

In Siria ha promosso il dialogo interreligioso

Romano, 62 anni il 17 novembre scorso, Dall'Oglio ha passato metà della sua vita in Siria, a Deir Mar Musa, dove ha fondato una comunità monastica dedita al dialogo interreligioso. Nel giugno 2012, il gesuita fu espulso dal governo di Bashar al-Assad per aver criticato le azioni del regime nella guerra siriana. Per qualche mese si trasferì nel Kurdistan iracheno, da dove rientrò in Siria qualche mese dopo, prima di essere rapito. Nel 2015 è stata fondata a Roma l'associazione ''Giornalisti Amici di padre Dall'Oglio'' per riportare all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni il caso del gesuita.

Card. Zenari: ci speriamo tutti, ora aspettiamo

"Sarebbe una bellissima notizia se risultasse vera". Così il card. Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, commenta in un'intervista ad Aki-Adnkronos International. "Ci speriamo tutti, ora aspettiamo", afferma Zenari, che precisa di non avere "direttamente notizie" su Dall'Oglio da tempo. "Sono cinque anni e mezzo che seguiamo piste, anche le più impossibili" per ritrovare il religioso, ma "purtroppo non c'è mai stato niente di concreto, nemmeno un centimetro quadrato su cui basarsi sia in senso positivo che negativo", spiega. Il card. Zenari dichiara di aver avuto, tuttavia, un barlume di speranza sulle sorti di Dall'Oglio dopo aver ascoltato recentemente il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciare che "intende pulire tutta l'area" della Siria ancora in mano all'Is. "Allora ho fatto questo pensiero: ora verrà fuori se è vero che ci sono degli ostaggi" in mano all'organizzazione jihadista, conclude.

La sorella del gesuita: è uno spiraglio importante

Uno spiraglio "importante anche se non c'è ancora nulla di confermato" osserva all'Adnkronos Francesca Dall'Oglio, sorella del sacerdote. "Ho sempre continuato a sperare che Paolo fosse vivo. Speriamo davvero che sia vivo anche se a tutt'ora non c'è nulla di confermato dall'Unità di crisi".

Alcune smentite di una trattativa in corso

Le forze curdo-siriane che guidano l'offensiva contro l'Is nel sud-est della Siria, nel pomeriggio hanno smentito di essere a conoscenza dell'esistenza in vita del gesuita italiano e della sua permanenza come ostaggio nell'ultima sacca di territorio ancora in mano ai jihadisti. Lo riferisce l'agenzia l'Ansa, che riporta le parole del portavoce delle Forze sirianedemocratiche, Mustafa Bali, raggiunto telefonicamente. Da parte sua anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani smentisce la notizia di una trattativa in corso per la liberazione di padre Dall'Oglio e del giornalista britannico John Cantlie, citando fonti delle stesse Forze democratiche siriane.

Ultimo aggiornamento alle ore 16.50

07 febbraio 2019, 13:38