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Nicaragua: l’incontro per la comprensione e la pace

Ieri mattina a Managua è iniziato l'incontro per la comprensione e la pace per superare la grave crisi che sta attraversando il Paese. Presenti tra gli altri il card. Brenes che in Vaticano ha incontrato il Papa ed il nunzio apostolico in Nicaragua mons. Sommertag che ha portato il saluto del Santo Padre il quale ha ribadito che “non è mai troppo tardi per il perdono e la riconciliazione”

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

Nel corso di questi nuovi colloqui a cui hanno partecipato delegati del governo e di Alleanza civica, il nunzio apostolico, mons. Waldemar Stanislaw Sommertag in rappresentanza della Santa Sede, ha letto un saluto e una preghiera del Papa "affinché le questioni aperte possano essere risolte con senso di responsabilità per il bene di tutti".

Un dialogo umile e sincero può favorire la pace

Il nunzio ha fatto riferimento alle parole che Papa Francesco ha inviato al Presidente Daniel Ortega nel maggio dello scorso anno quando ha scritto: "Il dialogo umile e sincero è un buon mezzo per favorire la pace e per trovare soluzioni giuste e solidali ai problemi sociali e politici". “In questo momento – scrive il Papa - c'è un bisogno particolare di appellarsi alla responsabilità dei diversi settori della società per rifiutare ogni forma di violenza che contribuisce a moltiplicare solo la divisione e la sofferenza, in modo particolare, quella dei poveri e dei più vulnerabili". “Accompagno con le mie preghiere - afferma il Papa - gli sforzi di tutti i settori della società che sono orientati alla ricerca della comprensione e del bene comune. Non è mai troppo tardi per il perdono e la riconciliazione. Prego affinché si trovino le vie di giustizia, di dialogo e di pace che conducano a vivere in un clima di armonia e rispetto per la vita di ogni singolo nicaraguense e che le questioni aperte possano essere risolte pacificamente e responsabilmente", ha sottolineato.

Un’occasione storica per il bene del Nicaragua

Il nunzio ha affermato che questo nuovo incontro è un'occasione per una profonda e sempre più consapevole riflessione sulla situazione attuale, sociale, politica ed economica del Paese e per tenere sempre presenti le responsabilità di ciascuno. "Personalmente spero molto, confido molto che in questa occasione la generosità patriottica di tutti voi, porti gesti di pace e di riconciliazione. Sono anche sicuro che questo nuovo dialogo aiuterà ad aprire le porte delle coscienze e dei cuori, non solo per capire, ma anche per agire concretamente per il bene di tutti", ha detto mons. Sommertag. "Riuniti in questo incontro sincero e aperto, e con un atteggiamento di buona volontà politica, sociale ed economica, avete l'opportunità unica di passare alla storia come veri figli di questo Paese, che sono riusciti a capirsi e sono arrivati ad una soluzione nazionale per il bene del nostro amato Nicaragua. E così sia", ha concluso la sua preghiera.

La road map dell’incontro

In una conferenza stampa il nunzio apostolico ha letto un comunicato con tutti i dettagli di questo primo incontro che si concluderà domani. In particolare ha rivelato che nel corso della sessione di ieri, è stata elaborata una ‘road map’ per garantire il funzionamento del negoziato. Dalla proposta iniziale in 12 punti, ne sono stati approvati 9.

Il Nicaragua nel cuore della Chiesa

Nel suo intervento nel corso dell’incontro che si è tenuto nel Campus dell’Istituto Inca, a Managua, il card. Leopoldo Brenes, arcivescovo della capitale, ha riportato il colloquio di oltre mezz’ora che ha avuto lunedì in Vaticano con Papa Francesco prima di lasciare Roma. “Il Santo Padre ci ha incoraggiato a fare ogni sforzo – ha detto il porporato - per risolvere i conflitti, e voi nicaraguensi avete la capacità di farlo e avete la vicinanza della preghiera di tutti noi. Ha affermato che "noi vescovi siamo pastori ed è questo che vogliamo continuare ad essere, pastori, che come dice bene il Santo Padre, vanno davanti alle pecorelle per guidarle, vanno in mezzo a loro per ascoltarle, e devono incoraggiare tutte le iniziative. Questo è l'atteggiamento che il Santo Padre ci ha raccomandato".

La solidarietà dei vescovi di tutto il mondo

Il cardinale ha detto che il Santo Padre gli ha anche ripetuto che i vescovi devono essere un ponte, e "questo è quello che noi vogliamo essere: accompagnarvi qui in queste sessioni di lavoro". Quindi ha aggiunto che tutti i più stretti collaboratori del Papa gli hanno assicurato che vogliono il meglio per il Nicaragua, che conoscono bene la nostra situazione e sperano in una buona riuscita di questi colloqui per la pace e la comprensione reciproca. Inoltre ha sottolineato che tutti i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo, che si sono incontrati per quattro giorni a Roma per l’incontro sulla Protezione dei minori, si sono rivolti a lui per assicurargli la loro preghiera in questo inizio di dialogo nazionale.

Tutti insieme per un dialogo sincero

Il rettore degli Incae, Enrique Bolaños, ha detto che la sfida e l'opportunità di tutti i presenti è quella di costruire il percorso di un futuro superando insieme gli errori del passato. “Ci troviamo in un momento - ha detto - in cui purtroppo la nostra storia si ripete sempre di nuovo, in cui o diventiamo cittadini degni di questo Paese o continuiamo a distruggerci passo dopo passo, giorno dopo giorno”. “Il futuro del Nicaragua, così come lo vediamo oggi, mi sembra molto nero, credetemi", ha detto il rettore. "Non possiamo restare così. Dobbiamo dare spazio alla pace e alla prosperità del nostro popolo. Voi dodici riuniti qui intorno a questo tavolo, avete una responsabilità storica personale nei confronti del Paese: essere ‘onorati’ della possibilità di raggiungere questa pace storica. Vi viene chiesto di lavorare per la costruzione di un Nicaragua equo e pacifico, giusto e democratico e che sia prospero e sostenibile”. “Infine - ha detto - ci meritiamo un Nicaragua che sia buono con tutti. Come ha detto il nunzio, dobbiamo intraprendere un dialogo sincero e aperto per raggiungere una soluzione duratura tra i nicaraguensi, che garantisca il rispetto reciproco”.
 

28 febbraio 2019, 12:06