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Nicaragua: card. Brenes e nunzio Sommertag accompagnatori del dialogo

Per il nuovo round di dialogo tra governo di Daniel Ortega e opposizione, le autorità di Managua hanno deciso di trasferire decine di detenuti politici, secondo alcune fonti un centinaio, dal carcere agli arresti domiciliari

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Sono decine i detenuti, per lo più giovani, usciti oggi dal carcere in Nicaragua per essere trasferiti agli arresti domiciliari. Si tratta di una decisione delle autorità di Managua, in vista del nuovo round di incontri in programma in queste ore alla periferia della capitale tra governo di Daniel Ortega e opposizione, per porre le basi di un negoziato di pace e riconciliazione. La nuova sessione di dialogo era stata annunciata nei giorni scorsi dal presidente, dopo che lo scorso anno una simile iniziativa era stata interrotta. Come testimoni e accompagnatori del dialogo, sono presenti il cardinale Leopoldo José Brenes Solórzano, arcivescovo di Managua, e il nunzio apostolico in Nicaragua, mons. Waldemar St. Sommertag.

Trasferimenti iniziati all’alba

La notizia del trasferimento dei detenuti nelle loro case, iniziato all’alba, è stata confermata da Marcos Carmona, direttore della Commissione per i diritti umani del Paese. Si tratta, è stato spiegato, di un centinaio di persone arrestate nei mesi scorsi per aver partecipato a manifestazioni antigovernative.

Familiari radunati fuori i penitenziari

Da ieri sera, non appena circolate le prime notizie sulle ordinanze firmate da vari giudici, familiari e amici dei detenuti si sono riuniti a Managua sia davanti l'edificio del Sistema penitenziario 'Jorge Navarro' di Tipitapa, sia nei pressi della prigione femminile 'La Esperanza'.

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27 febbraio 2019, 17:53