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L'India commemora le vittime dell'attentato in Kashmir L'India commemora le vittime dell'attentato in Kashmir  (AFP or licensors)

India-Pakistan: tensione dopo l’attentato in Kashmir

Il recente attentato rivendicato da un gruppo terroristico separatista in Kashmir alimenta nuove tensioni tra i due governi che rifiutano il dialogo e minacciano rappresaglie

Giordano Contu - Città del Vaticano

Torna alta la tensione tra India e Pakistan dopo l’attentato terroristico del 14 febbraio scorso in Kashmir in cui sono morti 48 persone, sia militari che civili. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, esclude il dialogo. Il suo omologo pakistano, Imran Khan invece, si dice disponibile, ma ha detto che risponderà a ogni rappresaglia.

Il terrorismo in Kashmir

Il Kashmir è l’unico Stato a maggioranza musulmana nell’India. Questo il motivo della contesa tra i due Paesi che dura da oltre 70 anni. Era il 1947 quando Nuova Delhi raggiunse l’indipendenza dal Regno Unito a cui seguì quella del Pakistan musulmano dall’India induista. “In questo momento la tensione tra India e Pakistan è molto alta”, spiega Nicola Missaglia, analista dell’Istituto Ispi ed esperto di India, “perché l’India accusa il Pakistan di sostenere il gruppo separatista Jaish-e-Mohammed”. Da qualche anno il governo di Modi ha aumentato il controllo sul Kashmir, conclude l’esperto, “da allora la tensione con la popolazione locale ha continuato ad aumentare. È chiaro che gruppi di militanti terroristi riescono a fare leva su queste tensioni”.

Ascolta l'intervista a Nicola Missaglia
19 febbraio 2019, 14:59