Cerca

Vatican News
Bambini orfani di Bangui vittime della guerra Bambini orfani di Bangui vittime della guerra  (AFP or licensors)

Centrafrica: firmato accordo di pace

Firmato oggi, 5 febbraio, a Khartoum, l'accordo di pace raggiunto il 2 febbraio nella capitale sudanese, dal governo della Repubblica Centrafricana e da 14 gruppi armati che controllano la maggioranza del territorio centrafricano

Fino all'ultimo, nessun dettaglio era trapelato sul contenuto dell'accordo, così come non era stato specificato dove si sarebbe tenuta la firma, a Khartoum o Bangui, ma il governo e la presidenza del Centrafrica avevano precedentemente indicato che si sarebbe svolta a Bangui "nei prossimi giorni". I negoziati di Khartoum, avviati i il 25 gennaio su iniziativa dell'Unione Africana e dell'ONU, hanno riunito i principali leader dei gruppi armati e un’importante delegazione governativa.

Il ruolo dell’Onu e dell’Unione Africana

A dare l’annuncio dell’intesa, Jean Pierre Lacroix, il segretario generale aggiunto per le operazioni di pace delle Nazioni Unite che ha rivolto un appello per sostenere l'applicazione dell'accordo. ''E' questo un gran giorno per la Repubblica centrafricana e per tutto il popolo centrafricano'' ha commentato Smail Chergui,
Commissario dell'Unione Africana che ha partecipato ai colloqui come mediatore. Chergui ha anche chiesto a tutti di sostenere questo accordo che permetterà ''a tutto il popolo centrafricano di avviarsi sulla strada della riconciliazione, della concordia
e dello sviluppo''. Subito dopo la firma dell'accordo di pace Chergui ha voluto sottolineare l'importante collaborazione di tutte le parti presenti ai colloqui.

Un guerra per il controllo delle ricchezze naturali

La Repubblica Centrafricana, che conta di 4 milioni e mezzo di abitanti, vive in stato di guerra dal 2013. Da allora non meno di sette accordi di pace sono stati firmati in cinque anni, nessuno dei quali ha portato a un ritorno alla stabilità. Il territorio del Centrafrica, annoverato tra i Paesi più poveri del mondo – sottolinea l’Agenzia Fides - è comunque ricco di diamanti, oro e uranio. I gruppi armati, che controllano dal 70% all'80% del territorio, combattono principalmente per il controllo di queste ricchezze.
 

05 febbraio 2019, 13:48