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Il difficile approvigionamento di acqua in tanti villaggi africani Il difficile approvigionamento di acqua in tanti villaggi africani 

Ad Abu Dhabi l'annuale Summit internazionale sull'acqua

Nella capitale degli Emirati Arabi il Summit Internazionale sull'Acqua per discutere le questioni relative alla scarsità delle risorse idriche in particolare in Medioriente. Molte le ragioni di un problema che investe sempre più popolazioni. L'opinione di Nicola Lamaddalena

Adriana Masotti - Città del Vaticano

A partecipare al Summit 35 membri della Comunità dell'acqua WFES, una piattaforma essenziale a governi e imprese per trovare le possibili soluzioni ai problemi posti dalla siccità. In generale, sono due miliardi e mezzo le persone che oggi non riescono ad accedere all'acqua. Nelle regioni dove scarseggia, l’acqua diventa oggetto di contesa, come tra israeliani e palestinesi e tra Israele e Libano, o come tra India e Cina.

I cambiamenti climaticici aggravano la situazione 

Nello specifico, secondo le Nazioni Unite, sono oltre 663 milioni le persone che attualmente vivono senza poter accedere all’acqua potabile vicino a casa e sono costrette a percorrere chilometri tutti i giorni o a fare lunghe code per poterne usufruire. Una situazione drammatica che i cambiamenti climatici in corso non potranno che aggravare. In Sudafrica, ad esempio, da tre anni non piove a sufficienza e l'acquedotto della capitale è ormai prosciugato. Sempre in Africa, nel Sahel, 135 milioni di persone rischiano la vita a causa della mancanza d’acqua causata dall’aumento della temperatura. Si calcola che una persona ogni 11 nel mondo beve acqua sporca e che il 52% delle malattie hanno nell’acqua la loro causa principale.

Molti i fattori che incidono sulla disponibilità dell'acqua

"La quantità di acqua disponibile sta diminuendo sempre di più a causa di numerosi fattori - spiega ai nostri microfoni l'ingegner Nicola Lamaddalena, amministratore principale del CIHEAM, Centro di Alti Studi Agronomici del Mediterraneo -. Pensiamo per esempio all’aumento demografico: attualmente nel mondo ci sono circa 6,5 miliardi di abitanti e la Fao stima che nel 2050 la popolazione arriverà a 9 miliardi di abitanti. Più popolazione vuol dire più necessità idrica. Se a questo aggiungiamo anche lo sviluppo crescente agricolo industriale, e pensiamo poi al cambiamento climatico, al cambiamento delle abitudini alimentari delle popolazioni e alla desertificazione, chiaramente la scarsità idrica nel tempo continuerà ad aumentare sempre di più".

Ascolta l'intervista integrale a Nicola Lamaddalena

Il consumo di acqua per la produzione di cibo

Ma non è tutto: c'è anche l'enorme consumo di acqua per l'allevamento del bestiame a causa di una richiesta eccessiva di cibo da parte dei Paesi più ricchi, cibo che in una certa quantità finisce buttato. Una recente ricerca della Fao dimostra come la scarsità d’acqua in agricoltura rappresenta in molte zone un serio problema per la produzione alimentare, dato che l’agricoltura è responsabile del 70% del consumo globale d’acqua dolce a livello mondiale. Non va poi dimenticato lo stretto legame tra spostamenti di intere popolazioni e accesso all'acqua, spesso piegato ad interessi privati come quelli delle multinazionali. Servirebbero politiche meno miopi, più strumenti di diritto e piani di sviluppo che tengano conto dell'ambiente.

L'acqua e le questioni geopolitiche

L'acceso all'acqua coinvolge anche aspetti di tipo geopolitico "specialmente in quei Paesi  - afferma Lamaddalena - in cui ci sono i cosiddetti bacini condivisi. Penso al caso dei fiumi Tigri ed Eufrate che nascono in Turchia e attraversano la Siria, l’Iran e l’Iraq. In Turchia sono state costruite diverse dighe che hanno sbarrato i due fiumi a valle, per cui tutte quelle zone che venivano identificate come luoghi in cui è nata la cultura della produzione del pane, del grano, ecc., sono tutte a rischio. La stessa situazione si verifica in Giordania, sul fiume Giordano: tutto il conflitto israelo-palestinese è legato anche al problema di scarsità idrica. E purtroppo, nonostante queste esperienze negative, sul fiume Nilo si sta ora costruendo una diga in Etiopia che rischia di creare dei conflitti pazzeschi nei Paesi di valle che sono poi il Sudan e l’Egitto. In Egitto l’unica fonte di approvvigionamento idrico è il Nilo quindi, una riduzione del flusso di acqua comporterebbe seri problemi per la sopravvivenza di quella popolazione".

Il Papa: prendersi cura dell'acqua è essenziale per la vita

Dell’importanza dell’acqua ha parlato numerose volte Papa Francesco: in occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2015 ha detto: “L’acqua è l’elemento più essenziale per la vita, e dalla nostra capacità di custodirlo e di condividerlo dipende il futuro dell’umanità”. Per Francesco l’acqua è “un bene comune per eccellenza”. “Prendersi cura” dell’acqua è “imperativo urgente”, ha ripetuto spesso e ha dedicato a questo tema il Messaggio per la celebrazione della IV Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato dell’anno scorso. “Custodire ogni giorno questo bene inestimabile - scriveva - rappresenta oggi una responsabilità ineludibile, una vera e propria sfida”. E ancora ha raccomandato che le acque non siano segno di separazione ma di incontro.

Gli appelli di Francesco per un cambiamento

“ L’acqua è fondamentale per la vita. In tante zone del mondo, nostri fratelli e sorelle non possono avere una vita dignitosa proprio per la mancanza d’accesso all’acqua pulita. Le drammatiche statistiche della sete, soprattutto la situazione di quelle persone che si ammalano e spesso muoiono a causa dell’acqua insalubre, è un’immane vergogna per l’umanità del XXI secolo (…) Le statistiche della sete richiedono volontà e determinazione, e tutti gli sforzi istituzionali, organizzativi, educativi, tecnologici e finanziari non possono venir meno ”

Considerare l'acqua come un bene comune 

Che fare allora per garantire a tutti il diritto all'acqua, come risolvere i molteplici problemi che ci sono? "Intanto bisognerebbe smetterla con la cosiddetta 'legge del più forte' - afferma Nicola Lamaddalena - . Bisogna cercare invece di costruire rapporti di solidarietà tra i Paesi in modo che ci si accordi sulle quantità di acqua da rendere disponibili, specialmente là dove ci sono bacini condivisi. Bisogna fare in modo di dialogare e trovare delle soluzioni comuni che stiano bene a tutti. La risorsa idrica è troppo importante - conclude - e si deve smettere di inquinare. E poi tutti noi dobbiamo contribuire a risolvere il problema, riducendo gli sprechi, sia quelli di acqua che alimentari".

14 gennaio 2019, 07:00