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"Noi e gli altri": tredici ragazzi raccontano i migranti

Famiglie, viaggi, speranze e coraggio: i racconti dei giovani autori di questo libro edito da Città Nuova, sono lontani dai luoghi comuni e dalle tinte facili sul fenomeno della migrazione e lasciano invece sprigionare la forza e la spinta a guardare la realtà con responsabilità e umanità

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

I migranti che abbandonano il loro Paese, spinti dalla guerra e dalla fame, e partono, in cerca di un futuro migliore; le complessità che derivano da un processo di integrazione, mai scontato, di storie e culture differenti; l'accoglienza; il razzismo. C'è tutto questo al centro delle narrazioni di tredici studenti italiani delle scuole superiori selezionati attraverso il concorso letterario Scriviamoci 2018, ideato dal Centro per il libro e la lettura dei Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall'Atlante digitale del Novecento letterario. 

Il pensiero schietto e profondo dei giovani

Ai ragazzi è stato chiesto di sviluppare il tema “Noi e l’Altro”, che dà il titolo al volume edito da Città Nuova. La scelta - secondo i curatori Carlo Albarello e Assunta Di Febo - è derivata "da una presa di coscienza sul fenomeno delle migrazioni, che recentemente ha avuto un impatto considerevole sul discorso pubblico e l’immaginario collettivo". Sono stati presentati in tutto 263 “temi”, provenienti da 111 scuole. Solo una piccola parte confluisce nel volumetto - agile da sfogliare, ma da centellinare per l'intensità dei racconti  -  tra cui il testo della vincitrice, Sara Maria Caviglia, del Liceo classico "Virgilio" di Mantova.

“ Vorrei essere a casa. Ma mi trovo su un barcone che ha una speranza: Lampedusa. ”

Il titolo è E la chiamano salvezza: l'autrice ha solo 14 anni ma ha dimostrato - spiega a Vatican News uno dei curatori del libro Carlo Albarello - uno sguardo "sorprendentemente maturo e sapiente" nel raccontare il viaggio straziante attraverso il Mediterraneo verso quella che molti chiamano salvezza, "senza indugiare in luoghi comuni seppur nella durezza delle tinte".

Ascolta l'intervista a Carlo Albarello

Il viaggio e la mancata integrazione

E' questo il tratto predominante nei racconti: della migrazione, spiega il curatore, i ragazzi sono colpiti più dalla "ricerca di nuovi spazi di vita, dall'attraversamento delle frontiere e quindi dalla difficoltà a trovare nuova sistemazione e una vera accoglienza, piuttosto che dall'insediamento in nuovi Paesi e in situazioni di vita diverse". Poca l'attenzione dei ragazzi invece, all'agire dei governi o alle decisioni istituzionali, anche perchè - sottolinea Albarello -  "il concorso si è chiuso prima delle ultime elezioni in Italia e prima quindi degli ultimi provvedimenti in materia".

“ Certi si tirano addirittura indietro, costruendo muri proprio come quello abbattuto a Berlino solo pochi decenni fa ”

Famiglia e scuola luoghi da salvare

In tanti se non in tutti i racconti racchiusi come "perle preziose" nel volume, fa notare ancora il curatore, divengono protagonisti quei luoghi come la scuola e la famiglia, "luoghi di vita" in crisi di identità oggi" e che invece i ragazzi risultano amare, tutelare e rilanciare. Sorprendente anche la grande padronanza lessicale, la competenza di scrittura e l’originalità delle forme scelte dai giovani autori, tra cui non di rado spicca il tratto fantastico.

“ Ci sono persone che viaggiano fino a noi da pianeti lontani, solcando i mari della galassia su pesanti piattaforme di metallo, per scappare da luoghi che si sgretolano sempre di più, di giorno in giorno. ”

L'accoglienza non si può negare

Commovente infine, il tratto di alcune pagine: i ragazzi - sottolinea Carlo Albarello - "sanno mettere il dito nella piaga della questione migrazione e la lettura dei loro racconti insegna a tutti il coraggio e la forza di pensare diversamente: non è possibile non trovare spazi di accoglienza, non è possibile non dare una possibilità di vita a chi arriva nel nostro paese alla ricerca di futuro".

“ A volte mi chiedo a cosa serva la storia se, pur studiandola e analizzandola, non riusciamo a imparare niente dagli sbagli dei nostri antenati ”

  

 

13 gennaio 2019, 08:30