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Un villaggio danneggiato dallo tsunami nel Lampung meridionale Un villaggio danneggiato dallo tsunami nel Lampung meridionale  (_didikh117_)

Indonesia: dopo lo tsunami, emergenza prorogata fino al 5 gennaio

Sale il numero delle vittime del disastro. Gli impegni di Unicef e Msf

Michele Raviart – Città del Vaticano

Sale a 437 il numero delle vittime in Indonesia per lo tsunami che negli ultimi giorni ha colpito l’Indonesia. 16 le persone ancora disperse nello stretto di Sonda, tra le isole di Giava e Sumatra. Il bilancio ufficiale registra finora oltre 1.400 morti e oltre 33 mila sfollati. Un numero secondo le autorità destinato a salire.

Interdetta l’area intorno al vulcano

Le operazioni di salvataggio e di assistenza alle vittime sono state prorogate fino al 5 gennaio, mentre è stata interdetta un’area di cinque chilometri intorno al vulcano Arak-Krakatoa, il cui crollo di una sezione ha causato l’onda anomala che ha travolto le coste di Giava e Sumatra.

L’impegno di Unicef

Il distretto più colpito è quello di Pandeglang, nella provincia di Banten dove, ricorda l’Unicef in un comunicato, è stata inviata una squadra di specialisti per coordinarsi con il governo e le altre organizzazioni umanitarie. L’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia ha messo a disposizione novemila kit sanitari, 50 mila kit per la diagnosi rapida della malaria e oltre 30 mila reti di insetticidi, che saranno distribuiti dal governo indonesiano.

Medici Senza Frontiere

Al lavoro anche Medici senza frontiere, che operano nei centri sanitari di Labuan e Carita. “I bisogni medici urgenti dei sopravvissuti allo tsunami includono controlli medici efficaci per i pazienti con traumi e con malattie croniche; assistenza prenatale e postnatale e parto sicuro per donne incinta; e la diagnosi precoce di possibili epidemie”, si legge in una nota in cui Msf riscontra “un accesso limitato all’acqua e ai servizi igienici in quasi tutti i rifugi delle persone sfollate. Miglioramenti sono necessari rispetto al livello generale dell’igiene e della salute pubblica, al sistema di distribuzione del cibo e alla fornitura di coperte e lenzuola, soprattutto in questa stagione delle piogge”.

31 dicembre 2018, 14:25