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Foto d'archivio sulla corruzione internazionale Foto d'archivio sulla corruzione internazionale 

Giornata contro la corruzione: Transparency, portare alla luce casi

Nell’odierna Giornata internazionale contro la corruzione, stabilita dall’Onu, Transparency International Italia rivela i dati sul fenomeno con l’iniziativa “Mappiamo la corruzione”: quasi mille i casi riportati dai media italiani nell’ultimo anno

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Dal piccolo comune di provincia all’azienda sanitaria locale, fino ai grandi enti pubblici e alle istituzioni centrali: sono stati rilevati in questi ambiti i casi di corruzione riportati dai media e riguardanti ogni parte d’Italia. Lo rivela Transparency International Italia, l’associazione che ha fornito gli ultimi dati sul fenomeno con l’iniziativa “Mappiamo la corruzione”, attraverso cui ha monitorato il periodo dal dicembre 2017 ad oggi, Giornata internazionale contro la corruzione. L’evento, stabilito nel 2003 dalle Nazioni Unite, vuole sensibilizzare le persone sulla portata e sulle conseguenze del problema nel mondo.

Quasi mille i casi riportati dai media italiani

“Nell’ultimo anno sono stati 983 i casi riportati dai giornali italiani”, riferisce Susanna Ferro, responsabile della comunicazione di Transparency International Italia. “Gli enti locali, le pubbliche amministrazioni guadagnano il primo posto in negativo, perché un caso su quattro di quelli che abbiamo rivelato - spiega - si verifica proprio all’interno di un ente pubblico. Il secondo settore è quello degli appalti, che sappiamo essere molto delicato. E il terzo, pericoloso anche per l’impatto diretto che può avere sulla vita delle persone, è quello della sanità”. Sono stati individuati casi, aggiunge, “all’interno degli enti pubblici, come procedure concorsuali, nomine, assegnazione degli appalti, liste di attesa in sanità” (Ascolta l'intervista a Susanna Ferro).

Un fenomeno oscuro

La corruzione rimane oggi un fenomeno molto “difficile da rivelare, oscuro e complesso”, ma secondo gli ultimi studi l’Italia risulta al “54.mo posto nel mondo, purtroppo tra i Paesi che in Europa fanno più fatica a migliorare il proprio livello di corruzione percepita: comunque - evidenzia la rappresentante di Transparency International Italia - negli ultimi anni, a partire soprattutto dal 2012, quando c’è stata la legge anticorruzione, sono stati compiuti vari progressi”. A livello internazionale, “in fondo alla classifica dell’indice della percezione della corruzione - sottolinea Susanna Ferro - troviamo Paesi che vivono situazioni di conflitto, come il Sudan, lo Yemen, l’Afghanistan, la Siria: gli ultimi due posti sono occupati da Sud Sudan e Somalia. Quindi sicuramente Paesi in cui il livello della vita democratica fatica a ingranare, dove la giustizia non può fare normalmente il suo corso, con problemi strutturali per cui la corruzione è ‘parte integrante’ della struttura”.

La corruzione è un processo mortale

Papa Francesco più volte si è espresso affinché non ci si lasci “dominare dalla corruzione”: nel videomessaggio per l’intenzione di preghiera del febbraio 2018, il Pontefice ha rimarcato come essa sia “alla base della schiavitù, della disoccupazione, dell’abbandono dei beni comuni e della natura”. Si tratta, ha osservato, di “un processo mortale che nutre la cultura della morte”: la corruzione, ha evidenziato, “non si combatte con il silenzio”, dobbiamo “parlarne, denunciarne i mali, comprenderla per poter mostrare la volontà di far valere la misericordia sulla meschinità, la bellezza sul nulla”. “Quello che noi rileviamo - commenta Susanna Ferro - è che ci sono stati tanti cambiamenti a livello legislativo, ma non si potrà mai risolvere il problema se non ci sarà un cambiamento da parte di ciascuno di noi, perché più che un problema giuridico la corruzione è un problema culturale: ci vuole una spinta da parte di ogni cittadino a fare il proprio ruolo nel sistema. Noi diciamo che se ci si volta dall’altra parte, si diventa complice del sistema: abbiamo bisogno di persone che ci aiutino a portare alla luce i casi di corruzione che si verificano nei luoghi di lavoro o negli ospedali, tenendo al contempo presente che è altrettanto importante - conclude - tutelare queste persone”.

09 dicembre 2018, 08:00