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Il leader del G20 Il leader del G20  (AFP or licensors)

G20: incertezza sul documento congiunto

A tenere banco nel Forum le posizioni degli Stati Uniti, che lasciano intendere che potrebbero chiamarsi fuori dalla firma dell’accordo finale. Occhi puntati sulla cena fra Trump e il presidente cinese, Xi Jimping

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Si avvia alla conclusione il summit del G20 a Buenos Aires che, quest’anno, ha avuto al centro temi caldissimi sul fronte globale: migrazioni, volatilità finanziaria, azioni per i cambiamenti climatici, investimenti per il sostegno dell’economia mondiale. L’atmosfera è resa incandescente dalle tensioni, in particolare, fra gli Stati Uniti e diversi paesi come la Russia, con in ballo la crisi Ucraina e le controversie con il Presidente russo Putin, l’Arabia Saudita coinvolta con l’uccisione del giornalista Kashoggi e, in primis, la Cina, con la guerra dei dazi, un contesto che rende scivoloso il terreno per la firma di un documento finale accettabile anche dagli Stati Uniti, soprattutto per ciò che riguarda commercio internazionale e clima. Washington ha fatto sapere che "si opporrà con forza ad un linguaggio che pregiudica le sue posizioni", fino al punto di sfilarsi all'ultimo momento dalla sua firma. Fonti russe hanno ipotizzato anche la possibilità che alla fine il G20 rinunci a pubblicare un documento comune, ma per fonti europee l'Ue potrebbe proporne uno autonomo.

L’incontro Trump Xi Jimping

Occhi puntati sull’incontro a cena proprio tra il Presidente Usa Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping. “Nel caos generale di questo G20 – commenta Giuseppe Mammarella, docente di relazioni internazionali alla Stanford University - questo è l’evento senz’altro fra i più cruciali. Sembra ci siano buone possibilità di un accordo sul fronte commerciale e questo sarebbe importante per tutto il mondo, non solo per i diretti interessati”. Il leader Usa incontrerà, poi, anche la cancelliera tedesca Merkel, e potrebbe avere una discussione con il principe ereditario saudita bin Salman.

L’accordo dei Paesi del gruppo Brics

I leader dei cinque Paesi del gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) hanno respinto, in un documento congiunto a margine del forum, il protezionismo e sostenuto l'Accordo di Parigi sui mutamenti climatici. In un documento diffuso al termine della loro riunione, il Brics ha espresso il suo sostegno all'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) quale garante di buone pratiche e del rispetto delle norme nelle transazioni globali. "Le regole del Wto - recita il documento - sono contrarie alle misure unilaterali ed al protezionismo, rivolgiamo quindi la richiesta ai suoi membri di opporsi a quelle pratiche". Sul piano politico il Brics ha indicato di ribadire "il nostro impegno di lavorare insieme per rafforzare il multilaterialismo e per promuovere un ordine internazionale giusto, egualitario, democratico e rappresentativo". Un accordo, questo, che “riveste un’importanza non trascurabile – sottolinea Mammarella- perché si tratta della voce di alcuni paesi emergenti, che hanno un peso economico oltre che politico e diplomatico”.

L’Italia, l’Europa e la Legge di Bilancio

Il presidente della Commissione europea Juncker, incontrerà il presidente del Consiglio italiano Conte per parlare della Legge di bilancio. Entrambi si sono detti ottimisti. All’orizzonte per l’Italia l’ipotesi di una procedura d’infrazione per lo sforamento del deficit-Pil: "Stiamo lavorando per evitarla, fermo restando che crediamo di essere nel giusto – ha dichiarato il premier Conte a margine del G20-. Sono assolutamente fiducioso in un accordo. Il clima è proficuo, operativo, costruttivo". Gli esiti dei colloqui su questo fronte saranno visibili solo fra qualche giorno, secondo Giuseppe Mammarella: “Nel contesto di discreti passi avanti nei colloqui delle scorse settimane, potrebbe profilarsi uno sblocco delle divergenze”.

Ascolta l’intervista Giuseppe Mammarella:


 

01 dicembre 2018, 13:07