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Camerun, più aule scolastiche e aiuti a indigenti: il 2019 di Caritas Yagoua

Fratel Fabio Mussi, coordinatore della Caritas diocesana di Yagoua, nell’Estremo Nord del Camerun, racconta a Vatican News l’impegno per i quasi 10 mila alunni delle scuole locali e per i poveri e gli indigenti della zona al confine con la Nigeria

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Lezioni scolastiche per quasi 10 mila alunni di tutte le religioni. Oltre 800 sacchi di cereali forniti a indigenti, orfani e anziani. Assistenza a sfollati interni e rifugiati nigeriani. Sono soltanto alcune delle attività della Caritas diocesana di Yagoua, nell’Estremo Nord del Camerun, zona di confine con la Nigeria, dove non si fermano gli attacchi di Boko Haram, gli estremisti islamici che con la loro violenza hanno provocato dal 2009 ad oggi più di 30 mila morti. A parlarne a Vatican News è fratel Fabio Mussi, coordinatore della Caritas della diocesi di Yagoua (Ascolta l'intervista a fratel Mussi).

Un Natale più sereno

Il missionario laico del Pime racconta del Natale appena trascorso, in una comunità composta soltanto al 20% dai cristiani. “Le cerimonie si sono svolte abbastanza serenamente, anche se c’è un’insicurezza generale, una paura di fondo, dovuta a Boko Haram. Le forze dell’ordine - afferma - hanno presidiato discretamente le chiese cristiane e non ci sono state grosse difficoltà. Penso invece - aggiunge fratel Mussi - che un po’ più di problemi ci siano nel sud ovest e nel nord ovest: nella zona anglofona la tensione è ancora molto alta, con gruppi di insorti che rivendicano l’autonomia dalle autorità del Camerun per la loro lingua e la loro cultura anglofone”. Proprio in tali regioni nelle scorse settimane era stato sequestrato e poi rilasciato un gruppo di missionari clarettiani.

La distribuzione di cereali

La Caritas locale, coadiuvata dalla Fondazione Pime, nelle ultime settimane ha fornito anche “un contributo di sollievo per persone indigenti, disabili, orfani, prigionieri. Proprio oggi - riferisce fratel Mussi - abbiamo una Messa celebrata dal nostro vescovo, mons. Barthélemy Yaouda, alla prigione principale di Yagoua. Riguardo alla carestia, per fortuna quest’anno le piogge sono state regolari e non c’è stato il rischio di epidemie, quindi i cereali che avevamo stoccato per eventuali emergenze li abbiamo usati per venire incontro alle necessità dei più bisognosi”.

L’accoglienza a sfollati e rifugiati

In Camerun, secondo dati Onu, sono inoltre presenti oltre 372 mila profughi e rifugiati, perlopiù nigeriani e centrafricani. “La nostra zona - informa il coordinatore della Caritas diocesana di Yagoua - accoglie essenzialmente rifugiati nigeriani, perché i centrafricani si trovano più a sud. Da parte nostra assicuriamo l’accoglienza delle persone che continuano ad arrivare dalla Nigeria e anche quella degli sfollati del Camerun stesso, che sono ancora in una situazione precaria, in quanto i villaggi di frontiera non sono più abitabili per ragioni di sicurezza, a seguito degli attacchi dei Boko Haram. Da parte nostra c’è una prima fase di accoglienza e una seconda fase che è quella di dare a queste persone la possibilità di installarsi nella zona più stabilmente, fornendo loro sementi e attrezzi di lavoro per ricuperare una certa normalità”.

Alunni in aumento: servono più spazi educativi

L’impegno più consistente rimane quello per l’educazione. “In questi anni abbiamo avuto un crescente aumento degli iscritti alle nostre scuole. Al momento - racconta il missionario - seguiamo 9.520 alunni, tra scuole materne, elementari, liceo e scuole professionali. Il 40% è cattolico, il 30% è musulmano, alcuni sono animisti, ma non ci sono preclusioni per chi è di altre religioni. In questo momento, per quanto riguarda gli spazi disponibili, siamo in emergenza: alcune aule sono state ricavate provvisoriamente con paglia intrecciata per i tetti e pali che tengono pareti di fortuna, in attesa di avere fondi e disponibilità per poter costruire nuove aule”. L’augurio allora per il 2019 è quello di “poter far fronte a queste emergenze per assicurare un’educazione stabile ai bambini”, nella speranza “di pace stabile e serenità per il futuro” per tutta la popolazione e per l'intero Continente africano, così come auspicato dal Papa nel Messaggio Urbi et Orbi di Natale.

27 dicembre 2018, 12:34