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Vatican News
La premier Sheikh Hasina al seggio elettorale La premier Sheikh Hasina al seggio elettorale  (AFP or licensors)

Bangladesh: schiacciante vittoria della premier Hasina

Trionfo della coalizione di governo nelle elezioni politiche che si sono tenute ieri in Bangladesh. Lo schieramento guidato dalla premier Sheikh Hasina ha conquistato una larghissima maggioranza. L’opposizione contesta il risultato del voto

Il segretario della commissione Helal Uddin Ahmed alla fine dello spoglio elettorale ha reso noto che l'alleanza guidata dalla Lega popolare bengalese ha conquistato 288 seggi su 300. Il partito nazionalista dell'ex premier Khaleda Zia, attualmente in carcere, non andrebbe oltre i 5 seggi. In totale, l'alleanza di opposizione guidata da Kamal Hossain ha conquistato solo 7 seggi. "Respingiamo questo voto farsesco - ha detto Hossain contestando i risultati - e vogliamo che la commissione elettorale organizzi una consultazione sotto un'amministrazione non di parte". La larga maggioranza ottenuta dalla coalizione consente alla Hasina di formare il suo terzo governo consecutivo.

Voto macchiato dalle violenze

Le elezioni sono state macchiate dalle violenze: negli scontri sono morte almeno 17 persone. Il partito della premier, la Lega popolare bengalese, ha accusato il principale partito di opposizione, il Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp), di "creare caos in tutto il Paese in modo organizzato" e di attaccare i sostenitori e i leader della Lega popolare. "Dei 40 mila seggi elettorali, in 22 il voto è stato posticipato a causa di irregolarità, e nel resto dei centri, la votazione si è svolta in modo pacifico e con una grande partecipazione degli elettori", ha tuttavia spiegato il segretario della Commissione elettorale, Helal Uddin Ahmed. Alcuni commercianti di Dhaka riportano che “le strade nella capitale erano deserte, c’era un’atmosfera surreale, come nei giorni di festa”. Essi ritengono che “la capitale, roccaforte della premier e vetrina del Paese, il governo è troppo forte e non avrebbe mai permesso scontri”. Al contrario, nei villaggi lontani dai grandi centri urbani si sono registrati alcuni scontri, che hanno provocato la morte di almeno 17 persone.
 

31 dicembre 2018, 11:41