Card. Becciu: Tibhirine, il martirio dell’amore

Lunedì 19 novembre, presso la sala Marconi di Palazzo Pio, alle ore 17:00, verrà presentato alla stampa il volume “Semplicemente Cristiani. La vita e il messaggio dei beati martiri di Tibhirine”, per i tipi della Libreria Editrice Vaticana – Dicastero per la Comunicazione

Barbara Castelli – Città del Vaticano

“La forza del messaggio di Tibhirine oggi per la Chiesa consiste nell’invito a collocare la dimensione spirituale al centro di ogni azione familiare, sociale, ecc. Questa ‘irrigazione’ interiore della vita in tutte le sue dimensioni, ecco l’eredità che ci trasmettono questi fratelli monaci, ‘semplicemente cristiani’”. Con queste parole, nella prefazione, il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, sintetizza la bellezza e l’attualità del volume “Semplicemente Cristiani. La vita e il messaggio dei beati martiri di Tibhirine” di Thomas Georgeon e François Vayne. Il libro, per i tipi della Libreria Editrice Vaticana – Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, sarà presentato lunedì 19 novembre, presso la sala Marconi di Palazzo Pio, alle ore 17:00. Interverranno: il cardinale Angelo Becciu; François Vayne, direttore del Dipartimento comunicazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che ha trascorso la sua adolescenza in Algeria, conoscendo i monaci; fra Giulio Cesareo, responsabile editoriale della Lev; e padre Thomas Georgeon, postulatore della causa di canonizzazione dei martiri di Algeria, presente con un contributo video.

Il martirio dell’amore

In oltre 170 pagine, l’opera offre un contributo prezioso sulla vita e sul messaggio dei sette monaci trappisti vittime della guerra civile in Algeria. Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 un commando armato irruppe nel monastero di Notre Dame dell’Atlas, fondato nel 1938 a Tibhirine, vicino alla città di Médéa, 90 km a sud di Algeri, sequestrando sette monaci, tutti di nazionalità francese. Il rapimento fu rivendicato dal Gruppo islamico armato, che, dopo inutili trattative, li uccise barbaramente il 21 maggio dello stesso anno. La vicenda è raccontata anche nel film “Uomini di Dio”, premiato nel 2010 al Festival di Cannes, in cui il regista Xavier Beauvois ricostruisce cosa spinse questi religiosi a scegliere di restare accanto al popolo algerino.

“Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese. Che sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell’indifferenza e nell’anonimato. Testamento spirituale di frère Christian de Chergé”

L’8 dicembre la Chiesa avrà nuovi beati

Negli anni Novanta il Paese nord-africano è stato dilaniato dal conflitto tra gli islamisti del Fronte islamico di salvezza e i militari di Algeri. La storia di Paul, Michel, Christophe, Bruno, Célestin, Luc e Christian è quella più nota, ma l’odio seminò numerose altre vittime. L’ultima pubblicazione della Lev è stata realizzata in occasione della beatificazione del vescovo Pierre Claverie e di altri 18 martiri, uccisi in circostanze diverse, che si svolgerà ad Orano, in Algeria, il prossimo 8 dicembre, presso il santuario di Notre-Dame di Santa Cruz. Il 26 gennaio 2018, infatti, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il martirio dei servi di Dio Pietro Claverie, dell’Ordine dei Frati Predicatori, vescovo di Oran, e 18 compagni, religiosi e religiose, uccisi, in odio alla fede dal 1994 al 1996. La sezione francese di Vatican News, tra il 7 e il 9 dicembre, seguirà con un proprio inviato, Cyprien Viet, le celebrazioni legate alla beatificazione, presieduta dal prefetto della Congregazione per le cause dei santi.

La Lev e la collana Ispirazioni

La Collana Ispirazioni vuole essere un luogo di incontro ecclesiale per aiutare nel discernimento a vivere e testimoniare quell’amore che fa di tutti noi una cosa sola. Proprio per questo, i credenti possono esprimere questo stesso amore con parole e gesti sempre nuovi, perché ispirati animati dallo Spirito di Colui ha detto: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5).

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14 novembre 2018, 13:50