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Giovani e smarthphone Giovani e smarthphone  (ANSA)

Settimana della Famiglia: genitori in rete contro cyberbullismo

“Famiglia digitale: genitori in rete, controlli cyberbullismo”: questo è il titolo dell’incontro che si è svolto ieri presso la Chiesa della Natività a Roma, in occasione della Settimana della famiglia

Emiliano Sinopoli - Città del Vaticano

Prendere consapevolezza di come le dinamiche relazionali tra genitori e figli vengono influenzate dalla rete internet e dal suo utilizzo: questo l’assunto da cui ieri è partito l’incontro organizzato dalla Lega Consumatori del Lazio in collaborazione con l’Associazione Le Metamorfosi, Centro di psicologia, psicoterapia e formazione che ha fatto dello studio e della comprensione del fenomeno del bullismo e del cyber bullismo, uno dei suoi interessi primari. “Questo tema – ha detto in apertura Pino Bendandi, il presidente della Lega Consumatori Regione Lazio - dovrebbe stare a cuore non solo ai genitori, ma a tutti gli adulti che in qualche modo sostengono l'attività educativa. Abbiamo il compito di educare i nostri ragazzi al senso civico, al rispetto delle regole, ma soprattutto al rispetto dell'altro”.

Che cos’è il cyberbullismo

“Il cyberbullismo consiste nell'invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms, in chat o su facebook per molestare una persona per un lungo periodo - ha spiegato a Vatican News Marco Volante, psicologo dello sviluppo e dell’educazione e presidente dell'Associazione Le Metamorfosi - e viene messo in atto mediante l'uso dei media digitali ”. Gli autori, i cosiddetti ‘bulli’ o ‘branco’, sono spesso persone che la vittima ha conosciuto a scuola o nel quartiere in cui vive. “Il cyberbullismo - ha continuato Volante - inizia laddove un individuo si sente importunato, molestato e offeso. Chi ne è vittima può subire conseguenze molto gravi, come la perdita della fiducia in se stesso, stati di ansia e depressione. Raramente ci si rende conto delle conseguenze . In alcuni casi, può trattarsi solo di uno scherzo, in altri, si assiste purtroppo a veri e propri atti mirati a rovinare una persona”.

Cosa dice la legge

È entrata in vigore il 18 giugno 2017 la nuova legge che si occupa del fenomeno del cyberbullismo. Stiamo parlando della L. 29 maggio 2017, n. 71, ‘Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo’. La norma sancisce che il minore sopra i 14 anni vittima di cyberbullismo o anche il genitore può chiedere al gestore del sito internet o del social media o al titolare del trattamento di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete. “In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, - ha affermato durante il dibattito, il presidente dell’Associazione Le Metamorfosi - fino a quando non vi sia una querela o denuncia il ‘cyberbullo’, sulla falsariga di quanto già è previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. Insieme al minore sarà convocato anche un genitore. Gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento della maggiore età.”

Una condivisione senza filtri

Dall’inizio del 2018, sono stati 354 i casi segnalati con minorenni vittime: in 116 episodi erano stati oggetto di ingiurie e molestie, in 87 di diffamazione online. I minorenni denunciati invece sono stati 39. Questi sono alcuni risultati di una recente indagine presentata al ministero dell’Interno, realizzata dalla Sapienza e dal Movimento italiano genitori che ha lanciato una campagna per combattere il bullismo in collaborazione con l'Associazione Nazionale Comuni Italiani e la Polizia postale. “Oltre alla poca voglia di raccontare agli adulti gli abusi e le violenze di cui sono vittime - ha detto Volante - i dati fotografano ragazzi che rendono accessibile a tutti il materiale che pubblicano, inconsapevoli dei rischi che questo genera. Ben un adolescente su tre rende sempre visibile a ‘tutti’ il materiale condiviso sui social. Più della metà è consapevole che quanto condiviso può essere utilizzato da altri”.

Puntare sulla prevenzione

“Internet e la rete offrono indubbie opportunità di crescita, ma pongono gli adolescenti di fronte a rischi sottovalutati - ha proseguito lo psicologo- compito degli adulti, e in particolare di istituzioni, associazioni e aziende è non lasciare soli i ragazzi, ma aiutarli a muoversi nel mondo digitale . Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per consentire ai giovani di navigare con prudenza, aiutando, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi per proteggere i figli dai pericoli del web”.

Un progetto per costruire un’alleanza educativa

“Famiglia Digitale: genitori in rete contro il Cyberbullismo” è anche un progetto che la Lega Consumatori e l’associazione le metamorfosi stanno portando avanti. E’ stato, infatti, vincitore dell’avviso pubblico della Regione Lazio ‘Piano di interventi ed azioni per la prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo’. Attraverso un percorso di consapevolezza e responsabilizzazione – ha chiarito Volante - i genitori incrementeranno le loro abilità di ascolto e di comprensione delle problematiche del figlio, riconoscendo tempestivamente e precocemente i segnali di disagio, al fine di evitare che il minore arrivi ad un uso eccessivo e disfunzionale di internet”.

“Cinque passi” per guidare le famiglie

Attraverso un’inclusione digitale, verranno valorizzate le potenzialità dello strumento con la gestione delle emozioni in una equilibrata ed empatica relazione parentale. “Abbiamo individuato ‘cinque passi’ con cui i genitori saranno supportati - ha proseguito Volante - nell’instaurare un dialogo di comprensione non giudicante con il figlio, incoraggiandolo a condividere con il genitore stesso, le problematiche relative al mondo digitale. Infine, il progetto si prefigge di supportare la famiglia e i ragazzi nelle possibili problematiche relative al fenomeno del bullismo tramite gli sportelli di ascolto organizzati nelle varie strutture coinvolte. “Il progetto sarà realizzato nell’arco di 10 mesi (dal 15 Novembre al 15 Settembre 2019), - ha detto in conclusione - considerando gli incontri con i genitori e l’attivazione dello sportello d’ascolto, che rimarrà attivo per l’intera durata del progetto”.

Ascolta l'intervista a Marco Volante

 

 

10 ottobre 2018, 12:31