Versione Beta

Cerca

Vatican News
Pranzo del Papa con i poveri della Caritas Pranzo del Papa con i poveri della Caritas 

Italia: cresce la povertà. 5 milioni di persone in difficoltà

Le cifre del disagio in Italia arrivano dal rapporto “Povertà in Attesa” di Caritas Italiana. Dato allarmante l’incremento sempre più drammatico dell’indigenza fra le fasce giovanili

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Il lieve miglioramento della crisi economica, da dieci anni a questa parte, non ha trainato il rilancio delle condizioni esistenziali di moltissimi cittadini italiani. Lo rivela il Rapporto di Caritas Italiana, “Povertà in Attesa”, quest’anno composto di due parti, il 17.mo documento sul disagio economico e sociale e il 5° sulle politiche di contrasto. Il numero di coloro che non riescono ad avere standard di vita dignitoso, sottolineano le cifre di Caritas Italiana, è passato dai 4 milioni 700mila del 2016 ai 5 milioni 58mila del 2017, con un aumento dagli anni pre-crisi del 182%; una penalizzazione questa che si accentua fra le comunità immigrate.

Povertà educativa e cronicizzazione del disagio

Uno dei punti focali del documento, il tema della povertà educativa, “fenomeno principalmente ereditario in Italia – sottolinea il Rapporto- che a sua volta favorisce la trasmissione intergenerazionale della povertà economica”. Fattore che si rivela ancora più allarmante - spiega Walter Nanni, responsabile dell’ufficio studi Caritas Italiana che ha curato la ricerca sulla povertà, “se si pensa che nel Paese sempre più giovani non studiano, non lavorano e non cercano occupazione”. Non a caso proprio le fasce giovanili sono fra le più colpite dal disagio: “Tra gli individui in povertà assoluta – si legge nel documento - i minorenni sono 1 milione 208mila e i giovani nella fascia 18-34 anni, 1 milione 112mila: oggi quasi un povero su due è minore o giovane”.

Politiche di contrasto

“Il reddito di inclusione è certamente un aiuto – aggiunge Nanni – ma senza un accompagnamento sociale più globale non serve. Così come non è utile – spiega ancora il responsabile dell’ufficio studi Caritas Italiana – intervenire solo con politiche sull’impiego: la maggioranza degli utenti Caritas, ad esempio, non hanno problemi di occupazione, ma non riescono a far fronte all’entità dei bisogni primari, come ad esempio il capitolo casa”.

Ascolta l'intervista a Walter Nanni
17 ottobre 2018, 11:30