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Giornata per lo sviluppo dell'informazione: favorire i Paesi poveri

Ricorre oggi la Giornata mondiale per lo sviluppo dell’informazione. Istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1972, ha lo scopo di richiamare l’attenzione sui problemi legati allo sviluppo dei Paesi poveri e sulla necessità di rafforzare la cooperazione internazionale

Emiliano Sinopoli – Città del Vaticano

La diffusione dell’informazione è un fattore chiave dello sviluppo economico, a sua volta essenziale per promuovere il benessere sociale. L’investimento nelle tecnologie di informazione e comunicazione influenza profondamente le modalità attraverso le quali i cittadini partecipano alla sfera pubblica e privata, e le modalità attraverso le quali i governi forniscono servizi e le imprese comunicano con i consumatori. Ma soprattutto le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono incentivare una crescita economica inclusiva, equa e sostenibile, favorire l’eliminazione della povertà e l’inclusività sociale, agevolando la definizione di politiche innovative. Tali sforzi risultano indispensabili per promuovere l’integrazione economica globale, in particolar modo quella dei Paesi sottosviluppati e in via di sviluppo.

L'Informazione come fattore chiave per lo sviluppo economico

Il rapporto biennale del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite offre una valutazione complessiva sull’impiego e sul potenziale che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno nel trasformare il settore pubblico aumentandone l’efficacia, la trasparenza, l’accessibilità ai servizi e la partecipazione da parte dei cittadini nei 193 Stati Membri delle Nazioni Unite. Un obiettivo chiave dell’Indagine sull’e-government del 2016 è quello di comprendere come la tecnologia dell’informazione e comunicazione e l’amministrazione digitale possano contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030.

Combattere povertà e disuguaglianza sociale

Secondo l’Indagine, tutti i Paesi del mondo stanno ricorrendo progressivamente all’uso delle tecnologie di informazione e comunicazione nell’erogare servizi e coinvolgere la popolazione nei processi decisionali. Ciononostante, persistono enormi differenze tra gli Stati: inaccessibilità alle tecnologie, povertà e disuguaglianza sociale impediscono alle popolazioni di molti Paesi di beneficiare del potenziale dell’informazione digitalizzata per lo sviluppo sostenibile. L’uso effettivo delle tecnologie da parte dei governi può aiutare la popolazione a beneficiare ampiamente dei propri diritti sociali, così come a creare una società trasparente che offra opportunità a tutti i cittadini. Per realizzare il potenziale impatto dell’e-government per lo sviluppo sostenibile, è necessario adottare delle misure che garantiscano l’accesso e la disponibilità delle tecnologie di informazione e comunicazione e rendere le istituzioni pubbliche più vigili e reattive nell’indirizzare i bisogni sociali.

Incrementare l’accesso alla digitalizzazione nei Paesi svantaggiati

La comunità internazionale concorda sulla necessità di incrementare gli sforzi al fine di garantire l’accesso alla digitalizzazione nei Paesi più svantaggiati. È essenziale assicurare che lo sradicamento della povertà, la tutela della salute e del benessere, l’accesso all’istruzione e la riduzione delle disuguaglianze – obiettivi chiave di sviluppo sostenibile – siano al centro degli sforzi per potenziare l’informazione e la comunicazione e realizzare la trasformazione che l’Agenda 2030 richiede. Inoltre, appare più che mai fondamentale favorire l’inclusione dei Paesi sottosviluppati e in via di sviluppo nei dibattiti internazionali che possano incoraggiare l’investimento nelle infrastrutture e supportare, in parallelo, lo sviluppo sostenibile e l’estesa accessibilità ai servizi che esso comporta.

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24 ottobre 2018, 13:23