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Vatican News
La campagna elettorale a Kabul La campagna elettorale a Kabul  (AFP or licensors)

Afghanistan al voto per il rinnovo del Parlamento

Sono circa 9 milioni gli afghani chiamati domani alle urne per eleggere la Wolesi Jirga, la Camera bassa del Parlamento. Poco più di 2.500 i candidati - di cui il 16% donne - per 250 seggi

Elvira Ragosta- Città del Vaticano

L’appuntamento elettorale arriva con tre anni e mezzo di ritardo e in un clima teso, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza. I talebani insistono sul boicottaggio del voto. Il movimento "intende chiudere tutte le strade principali e secondarie del Paese nel giorno del voto in modo che tutti i cittadini restino a casa", si legge in un nuovo messaggio diffuso stamani tramite web. “Partecipare al processo elettorale”, sostengono, significherà "aiutare gli invasori e contribuire all'attuazione dei loro complotti".

La Commissione elettorale afghana ha, intanto, deciso di posporre di una settimana le elezioni nella provincia di Kandahar, dopo il micidiale attacco di ieri, rivendicato dai talebani, in cui sono stati uccisi il governatore e il capo della polizia della stessa provincia.

Per Ugo Tramballi, editorialista del Sole24ore e consigliere scientifico dell’Ispi, il ritardo con cui si arriva alle urne segnala il problema di sicurezza e stabilità politica del Paese. “Non credo - aggiunge - che queste elezioni, in qualsiasi modo andranno, possano rappresentare una svolta democratica né una svolta per garantire più sicurezza. Il governo centrale continua a vivere, e lo farà anche dopo le elezioni, senza avere il controllo del Paese e senza riuscire a sradicare l’elemento fondamentale della debolezza interna, ovvero la corruzione”.

Ascolta l'intervista a Ugo Tramballi


 

19 ottobre 2018, 11:51