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Yemen, non solo guerra. Il racconto al festival di Otranto

Si conclude domani con la premiazione, il concorso legato al festival Giornalisti del Mediterraneo a Otranto. Anche Vatican News si aggiudica “fuori concorso”, il premio all’”Innovazione tecnologica”. Nell'attesa, oggi si parla di religione, società e Jihad. Protagonista lo Yemen

Gabriella Ceraso - Otranto

Ultimo giorno di dibattiti, laboratori, presentazioni di libri al festival 2018 Giornalisti del Mediterraneo che domani, nell'ambito dell'omonimo concorso, assegnerà i premi per i migliori reportages e il Premio Caravella del Mediterraneo alle firme del giornalismo nazionale che hanno permesso al grande pubblico di conoscere aspetti altrimenti sconosciuti della vita dei Paesi che si affacciano su questo mare.

Religione, società e ruolo dei media

Un mare di opportunità, ma anche un mare "Monstrum" per le guerre e le morti di cui è teatro. Se ne continua a parlare oggi nelle strade e nelle piazze del centro storico, dal Lungomare degli Eroi alla Porta Alfonsina principalmente con due workshop dal titolo: "Religione, società e violenza sulle donne. Il ruolo dei media" e “Il potere politico e la manipolazione dell’informazione” e con la presentazione di libri dedicati alla società greca, alla ramificazione dell'estremismo islamico e all'attualità dell'Iran. 

Lo Yemen a fumetti

Spazio particolare il festival lo dedica anche allo Yemen, dove la guerra civile scoppiata nel 2015 tra i ribelli Huthi e le forze leali al governo di Ali Abdullah Saleh, oggi appoggiate da una coalizione saudita, ha spaccato il Paese causando la morte di centinaia di migliaia di persone. Ma la storia è solo quella della cronaca? Che paese è veramente lo Yemen? Quali ricchezze il conflitto sta distruggendo? In cosa crede il popolo e che speranze hanno i bambini?

Capire la radice dei fatti per trovare una soluzione

Queste domande trovano una risposta originale e affascinante nel libro La sposa yemenita, di Laura Silvia Battaglia che non può lasciare indifferenti per l'accattivante scelta grafica e narrativa del fumetto disegnato da Paola Cannatella, e per il tono della narrazione dell'autrice, rispettoso, pacato, accogliente pur non mancando di precisione, di denuncia e di realismo. Gli argomenti che la protagonista narra nella doppia veste di inviata con telecamera in spalla e promessa sposa, sono ostici: bambini trafficati e trafficanti, attentati suicidi, i bombardamenti dei droni, "realtà da condannare" dice a Vatican News, ma "condendo l'incontro con l'altro e la realtà che gli appartiene con la conoscenza. Serve studiare la società e i popoli che si hanno davanti cercando di capire il perchè dei fenomeni, altrimenti non si potranno mai trovare soluzioni".

La cultura dell'altro

In tredici brevi capitoli l'autrice comunica tutto il suo amore per un Paese che il mondo conosce solo come "fucina del terrorismo islamico", un Paese lontano, e nascosta all'attenzione dei più e oggi deturpato dalla ferocia della guerra che, anche per SIlvia Battaglia, per ora non può avere fine. Tre i colori utilizzati nella grafica, il rosso per la quotidianità, il blu per le inchieste e il giallo per i temi religiosi. Sì, perchè alla cruda realtà si affiancano figure ricche di umanità, racconti di usanze, tradizioni di famiglia, riti nunziali, saggezza e tolleranza religiosa. 

Sogni e capacità di perdono dei bimbi yemeniti

Uno dei capitoli spalanca al lettore la realtà disastrosa dei bambini yemeniti trafficati, cioè venduti dalle famiglie povere perchè considerati solo bocche da sfamare e a loro volta trasformati in corrieri di droga o guerrieri nutriti di una cultura di odio. "Una delle cose che lo Yemen ha perso a causa della guerra che ha sgretolato la società, è la fiducia reciproca. Si ha paura dell'altro e si fomenta l'odio e i bambini sono le vittime più esposte." "Eppure - come spiega l'autrice che di bambini negli anni trascorsi in Yemen ne ha conosciuti tanti - la guerra non riesce a cancellare la loro voglia di sognare e di perdonare i loro carnefici, come il piccolo Saif di cui narra il libro ". E così che anche un tema triste come questo, si stempera e il risultato è una lettura godibile anche per giovani e studenti.

I bambini yemeniti

L'appuntamento che l'autrice dà a tutti i lettori è tra qualche mese quando un nuovo volume ancora frutto di graphic journalism, racconterà gli anni della guerra e la realtà attuale dello Yemen.

Ascolta l'intervista a Laura Silvia Battaglia
15 settembre 2018, 12:19