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Mezzi militari in Siria Mezzi militari in Siria  (AFP or licensors)

Siria: aeroporto militare Damasco, due esplosioni

Contrastanti le ricostruzioni dell’accaduto. Secondo la tv statale all’origine delle deflagrazioni ci sarebbe un corto circuito in un deposito di munizioni. L’Osservatorio siriano per i diritti umani parla invece di un attacco israeliano, negato però dai militari

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Due fortissime esplosioni si si sono udite nella notte in Siria, nei pressi di un aeroporto militare a Damasco. Inizialmente si è creduto che le deflagrazioni avessero interessato lo scalo, ma secondo l’emittente statale Al-Ikhbariya TV a causare le deflagrazioni sarebbe stato un corto circuito in un deposito di munizioni non lontano dall’aeroporto.

Osservatorio siriano per i diritti umani: è attacco missilistico

Diversa la ricostruzione fornita dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, con base nel Regno Unito, secondo cui le esplosioni sarebbero invece avvenute nella base aerea di Mezzeh, a causa di un attacco missilistico israeliano. Segnalati almeno due morti. Fonti militari citate dall'agenzia stampa Sana negano però un coinvolgimento dello Stato ebraico.

Autobomba nella zona di Aleppo

Mentre rimane critica la situazione umanitaria in tutto il Paese, ne ha parlato il Papa oggi all'Angelus, è salito a tre morti e decine di feriti il bilancio dell’esplosione di un’autobomba davanti la moschea Maytam, nel centro di Azaz, a circa 30 km da Aleppo, nella parte settentrionale della Siria. Azaz era stata occupata dal sedicente Stato islamico (Is) ad ottobre 2013. A febbraio dell’anno successivo era stata liberata dai combattenti dell'Esercito siriano libero, formazione vicina alla Turchia che ancora ne detiene il controllo.

(Ultimo aggiornamento: domenica 2 settembre, ore 15:10)

02 settembre 2018, 10:44