Cerca

Vatican News
Zimbabwe: bambini colpiti dal colera Zimbabwe: bambini colpiti dal colera  (ANSA)

Ogni 5 secondi nel mondo muore un bambino: strage da fermare

Rapporto dell’Onu sulla mortalità infantile: ogni 5 secondi sulla terra muore un bambino sotto i 15 anni, in massima parte per malattie e infortuni facilmente prevenibili. Lo studio è stato firmato da Unicef, Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione e Banca mondiale.

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

Sono dati che fanno male alla coscienza e collidono con la ragione. Le piccole vittime della povertà e dell’ignoranza sono state lo scorso anno 6 milioni e 300 mila. Massima parte - 5 milioni e 400 mila – muoiono prima di aver compiuto 5 anni e metà di questi sono neonati. Senza un’azione immediata - ammonisce il rapporto dell’Onu – entro il 2030 mancheranno all’appello 56 milioni di bambini sotto i 5 anni. Una strage annunciata da fermare.

Muoiono per malattie e infortuni prevenibili

Il panorama sulla mortalità infantile mostra però anche luci se raffrontato con il passato: nel 1990 il numero di bimbi morti sotto i 5 anni era più che doppio, oltre 12 milioni e mezzo. E quello fra i 5 e i 14 anni è calato da 1 milione e 700 mila ad un milione. Passi avanti sono stati dunque fatti ma non in tutte le regioni del mondo. La metà dei bimbi morti sotto i 5 anni lo scorso anno viveva nell’Africa subsahariana e il 30 per cento nell’Asia meridionale. Questi bimbi soccombono per cause prevenibili o curabili come complicazioni durante la nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. E, per salvare tante vite innocenti basterebbero “soluzioni semplici” come medicine e vaccini, acqua pulita, energia elettrica, servizi sanitari di base, nutrizione adeguata.

Disparità tra nord e sud  e tra zone rurali e urbane

Tra le cause di morte tra i bambini fra i 5 e i 14 anni vi sono pure gli infortuni, specie annegamenti ed incidenti stradali. Anche qui esistono disparità tra nord e sud del mondo: un bambino dell’Africa Subsahariana ha un rischio di morte 15 volte maggiore che in Europa. Ed anche all’interno dei Paesi, le aree rurali hanno tassi di mortalità doppi rispetto a quelle urbane. Altro elemento discriminante è l’educazione: i nati da mamme meno istruite hanno rischi di morte due volte maggiori rispetto ai figli di mamme con diplomi secondari o superiori.

Somalia e Pakistan i Paesi più a rischio

A guidare la triste classifica dei Paesi con maggiore mortalità sotto i 5 anni è la Somalia (127 su 1.000 nati vivi) e con maggiore di mortalità neonatale è il Pakistan (44 ogni 1.000 nati vivi). Se raffrontiamo questi dati con un Paese sviluppato come l’Italia  troviamo che qui la mortalità sotto i 5 anni è di 3 morti ogni 1.000 nati vivi e la mortalità neonatale è di 2 morti ogni 1.000 nati vivi.

18 settembre 2018, 14:19