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Nicaragua: una colomba sulla bara del sedicenne ucciso dai filogovernativi Nicaragua: una colomba sulla bara del sedicenne ucciso dai filogovernativi  (AFP or licensors)

Nicaragua: in 5 mesi 512 vittime. Ucciso un sedicenne

512 morti; 1.300 desaparecidos; oltre 4.000 feriti. Sono le cifre diffuse dall’Associazione nicaraguense per i diritti umani (Anpdh), a 5 mesi di manifestazioni e repressione governativa. Commozione nel Paese per l’uccisione di un sedicenne durante una marcia di protesta

Patricia Ynestroza e Roberto Piermarini - Città del Vaticano

Le sparizioni, secondo il segretario esecutivo dell’Anpdh, Álvaro Leiva Sánchez, intervistato dal quotidiano indipendente “La Prensa”, sono dovute a veri e propri sequestri (in tutto oltre 1.400), che solo in poco più di un centinaio di casi si sono conclusi con il rilascio delle persone sequestrate. Gli ultimi gravi episodi sono avvenuti domenica scorsa, durante una manifestazione convocata per chiedere la liberazione dei prigionieri politici. In particolare, vasta impressione ha suscitato l’uccisione del giovane sedicenne Matt Romero, da parte delle forze speciali che hanno represso la manifestazione, causando anche il ferimento di sette persone.

Le preoccupazioni dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani

L'ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani per l'America Centrale (Acnudh) ha espresso preoccupazione per la nuova ondata di violenza in Nicaragua. Dalle informazioni ricevute dall’Onu, la marcia sarebbe stata attaccata, anche con colpi di pistola, da elementi armati della polizia e da filogovernativi. L’Acnudh denuncia che "tali attacchi contro i manifestanti sono stati segnalati ripetutamente nelle ultime settimane”. Ha quindi chiesto al governo Ortega di garantire il pieno rispetto del diritto alla libertà di riunione pacifica in conformità con gli standard e le norme internazionali applicabili in materia di diritti umani. Secondo la Federazione che coordina le ong nicaraguensi che lavorano con i bambini e gli adolescenti, il giovane Matt Romero è uno dei 29 minori tra le centinaia di vittime della repressione governativa.

Smentita la versione della polizia

Secondo la versione della polizia, il giovane è stato vittima del "fuoco incrociato che loro stessi hanno provocato", alludendo ai manifestanti, ma un cugino di Matt accanto a lui nella marcia di protesta, ha detto che sono stati attaccati dai paramilitari, prima con le pietre e poi a colpi di pistola. “Il suo crimine era partecipare alle marce di protesta e di avere un'idea di libertà per il suo Paese” affermano i suoi familiari.

La bara coperta da una bandiera nicaraguense

La bara di Matt Romero, è stata coperta con la bandiera del Nicaragua, e un trofeo vinto dal giovane in un campionato locale di calcio. Uno sport che amava. Era il portiere della sua squadra: "uno dei migliori" affermano i suoi amici. Centinaia di persone eludendo i controlli di polizia e paramilitari, hanno raggiunto il cimitero dove Matt ora riposa e si sono stretti intorno alla madre in lacrime ed al fratellino di tre anni. Centinaia di fiori sono stati deposti sulla bara di rame comprata dalla sua famiglia che ha rifiutato quella offerta loro dal governo. Gli amici di Matt hanno lanciato in aria palloncini colorati ed una colomba come segno – hanno detto - che “è vietato dimenticare”.

La preghiera per la pace in tutto il Paese

Questa settimana si è pregato per la pace e la fine della violenza a León, Matagalpa e Granada, nelle Messe celebrate per la Madonna de la Merced. In particolare, a Matagalpa oltre alla Messa si è svolta una partecipata processione per le vie della città.
 

26 settembre 2018, 12:24