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Mostra Cinema di Venezia: Premio Bresson a Liliana Cavani

Il Premio "Robert Bresson" 2018 è stato consegnato da mons. Galantino a Liliana Cavani nel corso della 75.ma Mostra internazionale del Cinema di Venezia. Nell'intervista don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, spiega come la Cavani abbia saputo indagare l'uomo nella sua tensione verso l'Infinito

Alessandro Di Bussolo e Debora Donnini-Città del Vaticano

(Ultimo aggiornamento alle ore 14.30)

Il Premio "Robert Bresson" 2018 va a Liliana Cavani ed è stato consegnato in occasione della 75.ma Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia in corso al Lido. La regista lo ha ricevuto, per mano di mons. Galantino, segretario genereale della Cei e presidente dell'Apsa, dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) e dalla Rivista del Cinematografo, nel corso di una cerimonia che si è tenuta questa mattina al Lido di Venezia presso lo Spazio FEdS dell’Hotel Excelsior.

Lo sguardo sull'uomo che cerca l'Infinito

Mons. Galantino ha sottolineato che "siamo in un momento di positiva provocazione" e che "il significato delle parole è sempre più importante, il silenzio è il grembo della verità. La nostra è una cultura da stadio, che ci spinge a rapportarci con l’atro come se fosse un avversario". “Abbiamo voluto premiare quest’anno con il premio "Bresson" Liliana Cavani perché questa autrice sa tenere in tensione l’uomo nella sua ricerca della santità e dell’Assoluto insieme a quella legge di gravità del peccato che tenta di tirare l’uomo verso il basso", spiega poi don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. "Ecco questa tensione dell’uomo che guarda in alto ma che ha i piedi per terra e a volte anche il cuore troppo per terra, Liliana Cavani ha saputo indagarlo molto bene con la trilogia sui film di san Francesco e altre opere, guardando ogni uomo nella sua ricerca di Infinito, nel desiderio di santità, con uno sguardo laico capace di raccontare questo desiderio di assoluto anche a chi non vive l’esperienza della fede". Don Milani spiega anche che è "il premio più prestigioso che Fondazione Ente dello Spettacolo assegna. Il prestigio di questo premio è riconosciuto dalla comunità internazionale del cinema. Grandissimi registi di fama internazionale l’hanno ricevuto e Liliana Cavani è la prima donna a ricevere questo riconoscimento”.

Un Premio per chi ricerca il significato spirituale dell'esistenza

Il Premio "Robert Bresson" è stato istituito nel 1999 e viene assegnato ogni anno ad un regista che abbia dato testimonianza con il suo lavoro del difficile percorso di ricerca del significato spirituale dell’esistenza. È patrocinato dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e dal Pontificio Consiglio della Cultura. Nelle precedenti edizioni è stato attribuito a Giuseppe Tornatore, Manoel de Oliveira, Theo Angelopoulos, Krzysztof Zanussi, Wim Wenders, Jerzy Stuhr, Zhang Yuan, Daniel Burman, Walter Salles, Aleksandr Sokurov, Mahamat Saleh-Haroun, Jean-Pierre e Luc Dardenne, Ken Loach, Amos Gitai, Carlo Verdone, Mohsen Makhmalbaf e Andrei Konchalovsky. Nel 2017 ha ricevuto il riconoscimento Gianni Amelio.

Liliana Cavani

Nasce a Carpi, in provincia di Modena il 12 gennaio 1933. Si laurea in Lettere Antiche all’Università di Bologna. Subito dopo decide di dedicarsi al mondo dello spettacolo frequentando, a Roma, il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma con due cortometraggi (realizzati fra il 1961 ed il 1962) sul tema del razzismo. Approda in televisione e fino al 1965 realizza una serie di documentari tematici (fra gli altri, La storia del Terzo Reich, Le donne della resistenza, L’età di Stalin). Nel 1966 firma, sempre per conto della Rai, il suo lungometraggio d’esordio “Francesco d’Assisi”, applaudito alla Mostra del cinema di Venezia e giunto nelle sale solo tre anni dopo. Nel 1969 firma la regia de I cannibali. Negli anni seguenti gira per la Rai L’ospite (1971) e Milarepa (1974). Sempre a cavallo fra cinema e tv, nel 1974 firma per il grande schermo Il portiere di notte. Tre anni dopo è la volta di "Al di là del bene e del male" mentre nel 1981 realizza "La pelle", tratto dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Nel 1989 torna sulla storia di Francesco d’Assisi in Francesco, con Mickey Rourke. Nel 1996 è stata nominata Consigliere di Amministrazione della Rai. Nel 2002 realizza "Il gioco di Ripley", tratto dal romanzo di Patricia Highsmith. Oltre che al cinema e in tv, Cavani è attiva anche in teatro. Dirige molte opere liriche per il Maggio Musicale Fiorentino e il Ravenna Festival, oltre che per teatri come l’Opéra di Parigi e il Teatro alla Scala di Milano. Su quest’ultimo palcoscenico ha diretto, fra l’altro, "La Traviata" e "Un ballo in maschera", nell’ambito delle celebrazioni per il centenario di Giuseppe Verdi. Tra le sue ultime opere per il piccolo schermo: "De Gasperi – L’uomo della speranza" (2005), "Einstein" (2007), l’episodio "Troppo amore" per la collana Mai per amore (2011) e la miniserie "Francesco" (2014). Nel 2012 le viene assegnato il David Speciale.
 

04 settembre 2018, 08:52