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Italia: al vaglio del governo le misure per la natalità

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ha presentato al ministero dell’Economia un pacchetto di proposte a sostegno delle nascite e della famiglia. Il demografo Blagiardo a VaticanNews: “Fisco e servizi a misura di famiglia aiutano la natalità”

Marco Guerra – Città del Vaticano

Entro 15 ottobre il governo italiano deve esporre la Legge di stabilità alle Camere. Giovedì, durante il question time al Senato, il ministro per la Famiglia e le disabilità, Lorenzo Fontana, ha annunciato di aver presentato un pacchetto di proposte al Ministero dell'Economia “per il rilancio della natalità e il sostegno alla genitorialità”.

Il Ministro ha poi spiegato che molte di queste misure corrispondono a quelle che il governo sta già portando avanti nel Def (Documento di programmazione economica finanziaria). Si tratta di iniziative che vertono sia sul versante fiscale, sia su quello dei servizi e delle prestazioni sociali e che ora dovranno essere vagliate in vista del testo definitivo della finanziaria. L’esecutivo conta di reperire le risorse anche alzando il deficit dall’1,6 % al 2,4%.

Proposte in materia di fisco e servizi

Secondo quanto annunciato da Fontana, il pacchetto di proposte per la natalità prevede la possibilità di lasciare maggiore reddito nelle disponibilità dei genitori con diversi figli a carico; il rafforzamento dell’istituto del congedo parentale; l’attenzione ai caregiver; l’incentivazione degli investimenti nel welfare aziendale familiare; il rafforzamento della rete dei servizi con particolare riferimento agli asili nido e alle strutture, anche private, per l’assistenza all’infanzia.

Sostegno alla natalità

Al question time si è fatto riferimento anche alla necessità di varare un sistema di incentivi alla natalità e per la prima infanzia di carattere strutturale, “da calibrare in modo selettivo e in un congruo arco temporale”. Infine il ministro ha proposto di introdurre specifiche forme di tutela in favore dei soggetti che, in conseguenza di crisi familiari, “versano sempre più spesso in condizioni di vulnerabilità socio-economica”.

La natalità torna quindi ancora al  centro del dibattito politico dopo che i lunghi anni della crisi economica hanno acuito il crollo demografico di cui soffre l’Italia.

In Italia continua il crollo delle nascite

Riferendo in Senato, Fontana ha ricordato i dati dell'ultimo Ageing Report della Commissione Europea  che “prevedono per l'Italia un tasso di fecondità pari a 1,42 nel 2030, ben al di sotto della soglia di mantenimento”. Il 2017 si è chiuso con un nuovo record negativo di nascite, appena 464mila, il 2% in meno rispetto al 2016. Sempre nel 2017 è amentato il divario tra nuovi nati e decessi (-183mila).  In questa cornice si osserva una crescita degli abitanti solo nelle aree più ricche e con più opportunità di lavoro.

Blangiardo: serve risposta su più fronti

Per invertire questa dinamica demografica in maniera efficace bisogna intervenire sia sul campo culturale che su quello economico, come spiega a VaticanNews, Giancarlo Blangiardo, professore ordinario di Demografia all’Università di Milano-Bicocca: “La risposta che si dovrebbe dare deve essere “mista”, nel senso che ci sono aspetti di natura economica e normativa, ed elementi di carattere culturale … Quindi la soluzione, a mio parere,  è complessa”. 

Tempo influisce su fecondità

Un altro elemento evidenziato da Blangiardo è il “tempo” poiché è un bene “che determina le scelte che riguardano la fecondità”. “Tempo in termini di lavoro, questo soprattutto per la donna –  prosegue il demografo - quindi la società deve essere messa in condizione di far sì che questo non diventi penalizzante altrimenti spesso di rinvia la scelta di fare un figlio”.

Gli esempi positivi in Europa

Il demografo indica poi gli esempi positivi della Francia, “il classico caso in Europa nel quale un fisco più amico della famiglia aiuta ad avere una natalità più alta”, dei Paesi del Nord Europa, nei quali i welfare e i servizi aiutano in questo senso. “Penso che, ancora una volta, sia una questione di buon miscuglio delle diverse azioni”.

Decisiva anche la conciliazione tra lavoro e famiglia, “perché oggi la donna ha studiato con ottimi risultati, ha investito nella propria formazione ed naturalmente si aspetta di avere poi un ritorno in termini di occupazione”. “Abbiamo delle esperienze pratiche – aggiunge - nelle quali si vede che riuscire a conciliare aiuta a far sì che possa svolgere anche il ruolo di madre, oltre che di lavoratrice”.

Ripresa economica legata alla natalità

Infine abbiamo chiesto a Blangiardo quanto la ripresa dell’economia sia legata a quella delle nascite: “I figli sono fondamentali per aiutare i consumi. L’esistenza di una popolazione vivace, dinamica, in crescita anche dal punto di vista demografico, è essenziale perché, in qualche modo, rimette in moto anche l’economia”. I nuovi nati sono fondamentali per la sostenibilità del sistema previdenziale: “Si pensi al caso delle pensioni, quindi alla mancanza del ricambio generazionale tra chi va in pensione e chi in qualche modo deve pagare le corrispondenti pensioni … Tutte queste cose derivano da una demografia malata. Allora, aver fatto la diagnosi è importante, ma bisogna fare anche la terapia. L’azione sulla natalità è una di queste. Dobbiamo intervenire perché è importante investire nel futuro di questo Paese”.

 

29 settembre 2018, 14:44