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Bambino yemenita ferito Bambino yemenita ferito  (AFP or licensors)

Yemen: 11 milioni di bambini bisognosi di cibo e cure sanitarie

L’Unicef chiede di fermare “gli attacchi contro le strutture idriche e i servizi civili”, perché “inaccettabili, disumani e violano il diritto bellico fondamentale”

Andrea Gangi – Città del Vaticano

Negli ultimi giorni si sono intensificati gli attacchi alle infrastrutture civili a Hodeida, nello Yemen. “Sono una minaccia diretta alla vita di migliaia di famiglie”, si legge in un comunicato diffuso oggi dall'Unicef. 

Gli aiuti dell’Unicef

Dopo l'escalation del conflitto nello Yemen alla fine di maggio, le agenzie umanitarie continuano a fornire sul campo l'assistenza di cui c'è grande bisogno. Secondo la Dichiarazione del Direttore generale Unicef Henrietta H.Fore, “l’Unicef e i suoi partner stanno fornendo acqua potabile, cure mediche e nutrizionali a centinaia di migliaia di bambini colpiti dal conflitto, anche a Hodeida”. L’Unicef ha già raggiunto 6 milioni di abitanti con acqua pulita e ha distribuito milioni di litri di carburante per gli ospedali pubblici. Si è poi occupato della cura di centinaia di migliaia di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave, distribuendo medicine e vaccini.

Yemen in crisi

Nello Yemen è in corso la peggiore crisi umanitaria del mondo. Undici milioni di bambini hanno bisogno di protezione e assistenza. Oltre seimila morti, milioni di sfollati, abusi, crimini di guerra. Ospedali, scuole, fabbriche e campi profughi bombardati. Migliaia di bambini uccisi nei raid e migliaia di morti nei combattimenti. La vita oggi in Yemen è impossibile: acqua corrente ed elettricità scarseggiano, il cibo non si trova, il prezzo della farina è quadruplicato.
“Lo Yemen sta già affrontando una grave carenza di acqua potabile, che è direttamente collegata alle epidemie di colera e diarrea acquosa acuta, – si legge nel comunicato Unicef - gli attacchi contro le infrastrutture idriche minacciano gli sforzi per prevenire altre epidemie di colera e diarrea. Continueremo a chiedere a tutte le parti coinvolte nel conflitto di proteggere i civili e le infrastrutture civili. La guerra in Yemen non ha vincitori. Sta derubando i bambini yementi del loro futuro”.

Le ragioni del conflitto in corso

Nonostante occupi una posizione strategica, lo Yemen è uno dei Paesi più poveri del mondo ed è quasi totalmente dipendente da aiuti esterni. Dopo la breve primavera yemenita, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, il presidente Saleh, alla guida del Paese da oltre trent’anni, ha lasciato il potere ridando forza alle spinte centrifughe del sud del Paese, capeggiate dai ribelli Houthi. Il successivo presidente Hadi, sostenuto dagli Stati Uniti, dall’Egitto e dai Paesi del Golfo, non è mai riuscito a prendere del tutto il controllo del Paese né ad avviare le riforme promesse. Dal 2011 in poi gli Houthi, appoggiati dall’Iran e frustrati dalle inascoltate richieste di autonomia, hanno dato il via a una serie di proteste per chiedere la cacciata del presidente. L’Arabia Saudita è intervenuta mettendosi alla guida di una coalizione guidata da otto Paesi arabi e da allora la guerra non è ancora finita.

“Attacchi inaccettabili e disumani”

“Gli attacchi contro le strutture e i servizi civili sono inaccettabili, disumani e violano il diritto bellico fondamentale” si legge nel comunicato Unicef.
Nonostante le proteste, gli attacchi continuano. Due giorni fa, due aerei hanno attaccato un deposito supportato dall’Unicef che conteneva aiuti umanitari tra cui kit igienici e provviste idriche. Il 27 luglio è stata danneggiata la stazione idrica nel distretto di al-Mina, che forniva a Hodeida la maggior parte dell’acqua. Il giorno dopo è stato colpito un centro sanitario sostenuto dall’Unicef nel distretto di Zabid.


 

01 agosto 2018, 13:24