Versione Beta

Cerca

Vatican News
Lo sbarco dei 27 minori a Catania Lo sbarco dei 27 minori a Catania  (ANSA)

Nave Diciotti: sbarcati 27 minori, situazione drammatica a bordo per gli altri 150 migranti

Il pm Patronaggio, salito sulla nave per una visita, parla di situazione “devastante”: molti i malati di scabbia. Msf: visibilmente denutriti, hanno pesanti traumi per la permanenza in Libia; uno di loro ha quasi perso la vista per essere stato tenuto al buio oltre un anno

Paola Simonetti – Città del Vaticano

(Ultimo aggiornamento ore 18:20)

Sono stati fatti sbarcare ieri sera i 27 minori bloccati a bordo della nave Diciotti, ferma nel porto di Catania da 5 giorni e dove restano 150 migranti provenienti da Eritrea, Siria, Somalia e Sudan. A disporre la discesa a terra dei bambini non accompagnati l’intervento del pm Patronaggio che, dopo una visita all’imbarcazione, ha rilevato una realtà che ha definito devastante: molti immigrati infatti risultano malati di scabbia. Una situazione drammatica, molto delicata, spiega Teo Di Piazza, coordinatore del team di Medici Senza Frontiere presente al porto di Catania: “I minori soccorsi sono in forte disagio fisico e psichico: alcuni – racconta Di Piazza – oltre ad essere visibilmente denutriti, avevano pesanti traumi per la permanenza in Libia; uno di loro ha perso la vista per essere stato tenuto al buio oltre un anno. A bordo non è possibile garantire livelli di igiene e alimentazione adeguati. I migranti vanno fatti scendere quanto prima”.

Il braccio di ferro del ministro Salvini

Prosegue intanto l’indagine della procura di Agrigento per sequestro di persona, a seguito dello stop allo sbarco del ministro dell’Interno Salvini, che resta fermo nelle sue posizioni: "Cambiate Paese o cambiate ministro", dice a chi critica la sua linea. “Non temo l’intervento del presidente della Repubblica - aggiunge e ribadisce - : “Resto disponibile ad un interrogatorio del pm”. Intanto, una delegazione del Garante nazionale dei diritti dei detenuti sarà a bordo per una visita e la verifica delle condizioni in cui vivono i migranti, un provvedimento, spiega una nota del Garante, che si configura come “meccanismo di prevenzione nazionale ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Opcat), ratificato dall'Italia”. Convocata invece per domani una riunione dell’Ue sulla questione dei porti di sbarco.

Centro Astalli e Caritas: “Sbarco immediato dei migranti”

Un profondo dissenso nei confronti delle gestione della situazione della nave Diciotti, lo hanno espresso anche il Centro Astalli e la Caritas di Catania, che chiedono alle autorità italiane di autorizzare lo sbarco immediato dei profughi , indipendentemente dalle trattative attualmente in corso tra Italia, Bruxelles e Stati membri per la ricollocazione di queste persone.

La Chiesa di Catania: prevalga umanità

Anche la Chiesa di Catania si è unita alle tante voci che in questi giorni si sono levate per la drammatica situazione dei migranti della nave Diciotti, perché “possano finalmente sbarcare e dopo tante peripezie e sofferenze trovare una giusta soluzione alla loro difficile situazione”. “Chiediamo che alle tante ragioni invocate – si legge in una nota del vicario generale dell’arcidiocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi – venga anteposta quella umanitaria, che non può e non deve essere ultima fra le tante considerazioni”.

Ascolta l'intervista a Teo Di Piazza
23 agosto 2018, 12:19