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Manifestazione di migranti impiegati come braccianti in Puglia, dopo le stragi nel foggiano Manifestazione di migranti impiegati come braccianti in Puglia, dopo le stragi nel foggiano  (AFP or licensors)

Mons. Zuppi sui migranti: sicurezza per chi accoglie ma anche per chi è accolto

L’arcivescovo di Bologna dopo la strage di braccianti nel foggiano: “chiediamo rispetto per la persona, chiunque sia”. Servono regole per l’accoglienza, corridoi umanitari e aiuti nei paesi d’origine, perché “quando si accoglie si è più forti. Rispettiamo noi per primi le regole e potremo chiederne il rispetto a chi viene da noi”

Alessandro Di Bussolo e Marie Duhamel – Città del Vaticano

“La sicurezza è importante, quella di chi accoglie ma anche quella di chi è accolto”. Monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, che il 1 ottobre dello scorso anno ha accompagnato Papa Francesco al suo arrivo a Bologna nell’hub di prima accoglienza per i migranti di via Mattei, commenta così le ultime conferme sulle terribili condizioni di vita dei braccianti nel Sud Italia, emerse dopo gli incidenti stradali nel foggiano. (Ascolta qui monsignor Zuppi)

Card. Bassetti: la paura ti porta a vedere nell’altro un nemico

Braccianti che sono in grandissima parte migranti, e che “non possono vivere in tuguri come topi” ha sottolineato due giorni fa il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. Che ha espresso la sua preoccupazione per il rispetto della persona.  Gli italiani non sono razzisti, ha ribadito l’arcivescovo di Perugia, ma “hanno paura, perché non si sentono protetti, e la paura ti porta a non accogliere più chi ha bisogna ma a difenderti da lui. Occorre liberare gli italiani dalla paura che porta a vedere nell’altro un nemico”.

Liberare dalla paura, è una cattiva consigliera

“La paura molte volte è una cattiva consigliera – commenta monsignor Zuppi al microfono di Marie Duhamel - però è anche una realtà, perché siamo tutti nella stessa barca. La Chiesa, che è vicina a tutti, sta indicando i veri problemi, e sempre con un’attenzione fondamentale all’uomo, alla persona, chiunque essa sia”.

Diritto di partire e diritto di restare

Sull’emergenza migranti in Italia, l’arcivescovo di Bologna è convinto che “al di là degli spot, dei tweet, ci sia un bisogno di regole e quindi lì si vedrà che cosa il governo sarà in grado di mettere in campo per affrontare il problema. Penso per esempio al discorso dei corridoi umanitari o di come dare risposta a quel ‘diritto di partire e diritto di restare’ che è alla base di questa scelta della Chiesa di aiutare perché possano restare, quindi dare un futuro nei paesi d’origine, perché si possa non emigrare, ma allo stesso tempo, per chi affronta il rischio terribile dei viaggi, anche dare delle risposte che siano degne di un Paese che ha la radice più profonda proprio nell’umanesimo”.

“I ragazzi africani non vogliono stare senza fare niente”

Io non credo che i ragazzi africani siano contenti di stare settimane senza far niente – prosegue monsignor Zuppi, che è stato assistente ecclesiastico della Comunità di Sant’Egidio - Molte volte perdono la testa proprio perché non hanno prospettive. Allora la sicurezza è la sicurezza, ma insieme la sicurezza di chi accoglie e la sicurezza di chi è accolto”.

No all’aggressività, rispetto anche nelle parole

E agli italiani che si comportano in maniera aggressiva nei confronti dei migranti, con atti di intolleranza, l’arcivescovo di Bologna dice che “l’aggressività è sempre pericolosa, semina a sua volta altra aggressività. Tutti devono avere il rispetto per il proprio ruolo, e soprattutto quindi il rispetto, anche nelle parole, verso gli altri, chiunque essi siano”.

Accogliere ci fa capire meglio chi siamo

Eppure ci sono italiani che pensano che il loro paese sia troppo indebolito per poter accogliere e integrare lo straniero, ricordiamo. “Quando si accoglie si è più forti – chiarisce monsignor Zuppi, che è anche presidente della conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna - l’accoglienza ci fa capire ancora di più chi siamo, per tutti, anche per chi è già dentro. Se impariamo a rispettare tutti di più le regole, credo che sarà più facile chiedere questo rispetto a chi viene da noi”.

09 agosto 2018, 17:08