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Sostenitori di Soumalia Cissé Sostenitori di Soumalia Cissé  (AFP or licensors)

Mali: rieletto il presidente Keita

Tra scontri e tensioni, il presidente uscente Boubacar Keita ha ottenuto il 67% dei voti; il leader dell'opposizione, Soumaila Cissè, si è arrestato invece al 32% delle preferenze

Andrea Gangi – Città del Vaticano

Otto milioni di elettori sono andati alle urne il 12 agosto per scegliere il nuovo presidente del Paese. Sono le seconde elezioni democratiche dopo il colpo di stato dell’esercito del 2012 e dopo l’intervento militare francese.

Keita vincitore

Agitazioni e dissensi hanno caratterizzato le elezioni del Mali di quest’anno. L’attuale leader 73enne, Ibrahim Boubacar Keita, ha sfidato l’oppositore Somalia Cissè, ex ministro delle Finanze. Al primo turno, avvenuto lo scorso 29 luglio, lo scarto tra i due contendenti era stato molto ampio: Keita aveva ottenuto il 41% delle preferenze mentre Cissé era rimasto fermo al 17% dei consensi. I due candidati si erano già sfidati alle elezioni presidenziali del 2013, quando Keita aveva vinto al ballottaggio con una larga maggioranza. Anche questa volta Keita riconferma la vittoria, trionfando con quasi il 70% dei voti.

Elezioni complicate

L’affluenza è stata bassa a causa di disordini interni. Alcuni seggi sono stati presi d’assalto da uomini armati. Un funzionario elettorale è stato ucciso. Su un totale di 23mila seggi, in 490 seggi non è stato possibile votare. “Il 3% dei seggi non ha funzionato regolarmente il 29 luglio, ma al momento siamo al 2%”, ha dichiarato il ministro della Sicurezza pubblica durante una conferenza stampa. Oltre a questo, sei collaboratori della campagna elettorale di Soumaila Cissè, di cui quattro cittadini francesi, sono stati trattenuti per due ore in un commissariato nel centro della capitale Bamako, per poi essere rilasciati senza imputazioni. Ai quattro francesi sono stati anche sequestrati telefoni e computer.

Gli sconfitti

Gli altri due candidati sconfitti, Aliou Diallo e Cheick Modibo Diarrah, hanno denunciato brogli al potere e hanno accusato una strumentalizzazione dell’insicurezza nel centro e nel nord per manipolare il voto, ma la Corte costituzionale ha respinto le accuse.

 

17 agosto 2018, 11:30