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Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael Sako Patriarca di Babilonia dei Caldei Louis Raphael Sako 

Iraq, vescovi caldei: pace in Siria e dialogo tra Teheran e Washington

Concluso oggi il Sinodo caldeo 2018 iniziato il 7 agosto a Baghdad. Temi dell'incontro: la situazione in Iraq e in Siria e i rapporti tra Usa e Iran

Andrea Gangi – Città del Vaticano

Una preghiera per la fine della guerra in Siria e in tutte le altre aree del Medio Oriente, oltre all’invito a uno sforzo comune perché si possa godere di una pace stabile e duratura. Con questo appello si è concluso il Sinodo 2018 della Chiesa caldea a Baghdad, sotto la guida del patriarca card. Louis Raphael Sako.

Verso il dialogo tra Teheran e Washington

Oltre a rivolgere un appello per la pace in Siria, i vertici della Chiesa irachena hanno esaminato la situazione tra Iran e Stati Uniti, sempre più al centro di una “guerra psicologica” per usare le parole del presidente Rouhani. Secondo i vescovi, per arrivare a una soluzione, i due Paesi dovrebbero adottare la via del dialogo e della diplomazia e non cercare di imporre misure e azioni punitive che vanno solo a discapito della popolazione civile. “Guerre e sanzioni - avvertono i vescovi - non portano altro che risultati negativi e a pagarne le conseguenze sono gli innocenti”.

L’invito della Chiesa per l'Iraq

I patriarchi invitano a superare le violenze che insanguinano il Medio Oriente. Dopo un’analisi della situazione, i vescovi hanno evidenziato come la comunità cristiana locale irachena abbia già avviato un lento processo di rinascita dopo le violente persecuzioni dello Stato Islamico. Fondamentale, ribadiscono, un rafforzamento dell’unità nazionale e confermano il sostegno da parte della Chiesa irachena a quanti operano in quest’ottica. Invitano, inoltre, a rendere più solida l’economia e a rilanciare l’occupazione. Obiettivi, questi, che dovrebbero essere raggiunti pensando soprattutto alle nuove generazioni. La speranza è quindi quella di un governo nazionale forte, che tratti tutti i cittadini all’insegna dell’uguaglianza, della libertà, della democrazia e del rispetto del pluralismo.

Il ritorno degli sfollati iracheni

Sempre secondo i vescovi, al futuro esecutivo del governo iracheno spetterà il compito di assicurare il rientro delle famiglie sfollate, provvedendo alla loro sistemazione nelle case e al ripristino delle infrastrutture. La Chiesa irachena non nasconde i timori per il futuro della regione. Per questo, il primo compito è quello di assicurare il ritorno del maggior numero di sfollati nella piana di Ninive, l’area a maggioranza cristiana nel nord del Paese. Occorrerà poi rafforzare la sicurezza e potenziare le attività pastorali, sociali e umanitarie, mentre i fedeli saranno chiamati a mostrare pazienza e costanza, mantenendo vive fede e speranza.

13 agosto 2018, 12:07