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Grecia fuori assistenza Ue. Zamagni: esempio di economia che non rispetta l’uomo

La fine del piano di aiuti internazionali ha evitato la bancarotta e l'uscita dall'euro a costo di pesanti riforme. L’economista Stefano Zamagni analizza la situazione e parla della risposta del Papa e della Chiesa

Giordano Contu - Città del Vaticano

Questo sarà un anno storico per la Grecia. Il 20 agosto 2018 termina il terzo e ultimo programma di assistenza finanziaria con cui l’Unione europea ha sostenuto la ripresa economica di Atene. Secondo la Banca centrale greca non è giunta ancora la fine delle difficoltà, mentre dall'Ue il commissario  all'Economia Pierre Moscovici, rilancia che la "linea simbolica è tratta", ora inizia un "nuovo capitolo dopo otto anni difficili".

In realtà è stata la crisi peggiore nelle vicende del Paese, che dal 2010 ha ricevuto oltre 288 miliardi, di cui 256 dall’Europa e 32 dal Fondo monetario internazionale. Un appoggio che ha "consentito al Paese ellenico di evitare la bancarotta e l'uscita dall'euro, ma che ha richiesto al Paese pesanti riforme che hanno segnato il tessuto sociale". A dirlo a Radio Vaticana Italia è l’economista Stefano Zamagni, membro della Pontificia Accademia delle Scienze. (Ascolta l'intervista a Stfano Zamagni sulla Grecia e l'Ue)

L'ispirazione della Caritas in veritate

“Che uno sgarbo del genere sia stato fatto a un Paese che ha dato i natali al principio democratico deve far riflettere”, sottolinea lo studioso. “La Caritas in veritate lo aveva anticipato e aveva visto giusto, come in generale la più recente dottrina sociale della Chiesa”. Papa Francesco l’aveva definita “un’economia che uccide”. Zamagni spiega: il pontefice “non intende solo l’uccisione in senso fisico, ma intende l’uccisone di valori fondativi del consesso umano. Come appunto la libertà, la democrazia e la giustizia”. Il pericolo è il ritorno delle “nuove schiavitù e la finanza le sta sostenendo”.

Com’è cambiata la Grecia

“Non c’era bisogno di imporre alla Grecia una politica di austerità così forte”, anche se “effettivamente ora la Grecia può riappropriarsi delle sue politiche nazionali”. In questi anni “è aumentato il tasso di diseguaglianza”, continua Zamagni:“i servizi di welfare sono stati ridotti all’osso”. Inoltre è “diminuita l’aspettativa di vita” e il capitale sociale: “la popolazione non ha più fiducia nelle istituzioni internazionali”.
 

20 agosto 2018, 14:28