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Crollo del ponte a Genova: almeno 35 le vittime, Chiesa in preghiera

“Stiamo pregando perché ci sia il minor numero possibile di vittime ma sarà molto difficile, perché è una zona molto abitata”. E’ quanto ha affermato il vescovo ausiliare di Genova, mons. Nicolò Anselmi, dopo il crollo di ponte Morandi a Genova

Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

E’ una giornata di sgomento e dolore. Negli occhi dei primi testimoni, quello verificatosi a Genova è uno scenario apocalittico con “tante vetture accartocciate su se stesse”. Per il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, si profila “una immane tragedia”. Una consistente parte del ponte Morandi, una delle arterie principali del nodo viario genovese, si è sbriciolata su se stessa lasciando al proprio posto cementi, calcinacci e un tragico squarcio nello skyline genovese.

Almeno 35 vittime

Il crollo, avvenuto poco prima di mezzogiorno, è stato accompagnato da un tonfo devastante. Secondo un primo bilancio, ancora provvisorio, le vittime sono almeno 35. Sono inoltre 440 le persone costrette a lasciare la propria abitazione a seguito del crolloLe prime ipotesi sono legate ad un cedimento strutturale. Al momento della tragedia, sulla zona si stava abbattendo un violento nubifragio. Secondo alcuni testimoni "un fulmine avrebbe colpito il ponte". Le prime immagini, girate subito dopo il crollo, mostrano un camion a pochi metri dal baratro. Dopo la tragedia, si è subito messa in moto la macchina dei soccorsi. Dalle macerie sono state estratte vive due persone.

Crollato uno dei tre piloni

Il ponte crollato è un viadotto della A10, autostrada che collega Genova con Ventimiglia. Si snodava, lungo la vallata Val Polcevera, tra i popolosi quartieri di Sampierdarena e Cornigliano. Era stato progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi ed inaugurato, nel 1967, dal presidente della Repubblica italiana, Giuseppe Saragat. Aveva una lunghezza di 1.182 metri con un'altezza, rispetto al piano stradale, di circa 50 metri. Era sorretto da tre piloni in cemento armato che raggiungevano i 90 metri di altezza. Il crollo ha riguardato il pilone situato sulla sponda sinistra del torrente Polcevera. Il pilone centrale, sopra via Fillak, e quello orientale sono invece rimasti in piedi. 

Nel 2016 erano iniziati lavori di ristrutturazione

Il viadotto era anche noto come “Ponte di Brooklyn” per una forma che richiama in parte il celebre ponte americano. Un ponte “gemello” in Venezuela era parzialmente crollato, nel 1964, a causa dell’urto di una petroliera fuori controllo. Nel 2016 erano iniziati lavori di ristrutturazione. "Lo stato del viadotto – rende noto in un comunicato Autostrade per l’Italia - era sottoposto a costante attività di osservazione e vigilanza". "Le cause del crollo - si legge ancora nel documento - saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi”.

Aggiornamento ore 8.50

14 agosto 2018, 15:03