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La grande manifestazione pro life tenutasi sabato a Buenos Aires La grande manifestazione pro life tenutasi sabato a Buenos Aires  (AFP or licensors)

Brasile e Argentina decidono sull’aborto. Gigli: rischio pressioni internazionali

Vescovi, fedeli e non credenti sconfessano la propaganda pro-aborto di alcune organizzazioni. Numerose le iniziative pro life, mentre il senato argentino e la Corte Suprema brasiliana sono chiamati ad esprimersi sulla depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza

Marco Guerra – Città del Vaticano

In Sudamerica sono giorni decisivi per la difesa della vita nascente. In Brasile si è conclusa ieri la seconda e ultima giornata di udienze pubbliche convocate dalla Corte Suprema Federale sulla proposta di legge che vuole legalizzare l’aborto fino alla 12esima settimana di gestazione; in Argentina invece domani sarà chiamato il Senato ad esprimersi sulla depenalizzazione dell’aborto entro la 14esima settimana, già approvata lo scorso 14 giugno dalla Camera, con soli 4 voti di scarto.

I vescovi brasiliani schierati con la vita

Attualmente in Brasile l'aborto è consentito solo nei casi di stupro, pericolo per la madre o anencefalia fetale. La Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb) ha preso posizione contro un ulteriore allargamento della possibilità di praticare interruzioni di gravidanza con una nota dal titolo “Aborto e democrazia” elaborata dalla Commissione per la vita e la famiglia. Inoltre ieri la Chiesa brasiliana  – rappresentata mons. Ricardo Hoepers e da padre José Eduardo de Oliveira – è stata ascoltata dalla Corte Suprema insieme ad altre 26 entità coinvolte nel dibattito sulla proposta legislativa.

Numeri falsi sugli aborti

Per l’occasione, il presidente della Commissione episcopale per la vita e la famiglia della CNBB, mons. João Bosco Barbosa Sousa, ha diffuso alla stampa un articolo con cui denuncia la diffusione di cifre gonfiate da alcune organizzazioni internazionali sul numero degli aborti indotti, al fine di creare un clima di emergenza che condizioni l’opinione pubblica.

Entro agosto, quindi, la Corte Suprema Federale potrebbe decidere se cancellare o meno gli articoli 124 e 126 del Codice Penale che definiscono l'aborto "un reato". Secondo diversi sondaggi almeno il 60 % dei brasiliani resta comunque contrario alla depenalizzazione.

Argentina: il Senato decide sull’aborto

Dall’esito incerto è la votazione di domani del Senato argentino, che probabilmente si svolgerà in mattinata. L’aula è spaccata in due con gli anti-abortisti in leggero vantaggio e che nelle ultime ore stimano di avere 37 senatori su 72. Il fronte del sì può contare invece su 31 preferenze. Decisivi saranno i pochi ancora incerti.

La Messa per la vita

Intanto fuori dal Parlamento sono riprese le manifestazioni di entrambi gli schieramenti. L' 8 agosto, presso la cattedrale della capitale argentina, alle ore 20.00 sarà celebrata una "Messa per la vita" presieduta dal cardinale Mario Poli, arcivescovo della città e primate dell'Argentina. Concelebra mons. Oscar V. Ojea, vescovo di San Isidro e presidente dell'episcopato.

L’ombra delle crisi politiche 

Sia Brasile e che Argentina sono inoltre alle prese con situazioni politiche e sociali molto controverse. L’ex colonia portoghese è in piena campagna elettorale per le presidenziali di ottobre e vede l’economia che torna ad arrancare, mentre in alcune aree la violenza è fuori controllo: nel 2016 oltre 33mila under 30, sono rimasti vittime di omicidio. L’Argentina dal canto suo, nell’ultima settimana, è stata scossa da una serie di scioperi degli insegnanti e un maxi scandalo della corruzione colpisce esponenti governativi del passato e del presente. 

Gigli: aborto arma di distrazione

A VaticanNews, l’ex presidente della Federazione internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici (FIAMC), il professor Gian Luigi Gigli ha infatti puntato il dito contro quelle che ha definito “armi di distrazione di massa” che servono a catalizzare l’opinione pubblica allontanandola dai temi “che riguardano invece i diritti umani e in particolare la giustizia sociale”. Un processo che, da ex parlamentare italiano, Gigli ha osservato anche in altri Paesi, compresa l’Italia, impegnati nelle discussioni sui diritti civili. (Ascolta l'intervista al professor Gian Luigi Gigli ) 

Legislazioni pro life nel mirino 

Gigli ricorda anche che alle conferenze del Cairo e di Pechino sulla popolazione i Paesi dell’America Latina si schierarono insieme alla Santa Sede nel contrastare alcune politiche che le Nazioni Unite portavano avanti. “Questa cosa non è mai stata digerita”. “Questi Paesi – ha spiegato - sono sempre stati visti come un assurdo nel contesto ideologico dei diritti individuali e quindi è da tanto tempo che si vuole forzare la mano per eliminare l’anomalia nel panorama internazionale”.

A rischio obiezione di coscienza

L’ex presidente della Federazione dei Medici cattolici ha evidenziato anche gli attacchi al diritto all’obiezione di coscienza e ha rimarcato il tentativo delle organizzazioni pro-aborto di sovrastimare il fenomeno: “E’ una vecchia tecnica, gonfiare le cifre per arrivare a dire che il problema è molto più grande di quello che in realtà non è e che occorre intervenire legalmente perché almeno si porti tutto alla luce del sole”.

07 agosto 2018, 15:30