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Nuovo allestimento per il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia

Riscoprire l'antica città cosmopolita di Aquileia, uno dei centri più importanti dell'Impero romano, poi sede del Patriarcato. Questo l'obiettivo del nuovo allestimento del suo Museo Archeologico Nazionale in cui sono conservati reperti di straordinaria bellezza. Venerdì scorso l'inaugurazione

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Era il 3 agosto del 1882 quando nella villa neoclassica appartenuta ai conti Cassis Faraone il governo austro-ungarico apriva al pubblico l’Imperial Regio Museo dello Stato per raccogliere ed esporre le antichità di Aquileia, antica città tra le più importanti dell'Impero romano e porto tra i principali del Mediterraneo. Nell’anniversario dei suoi 136 anni di vita, il 3 agosto 2018, l’attuale Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, in provincia di Udine, ha inaugurato il suo nuovo allestimento alla presenza anche del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli.

Al centro la riscoperta dell'antica Aquileia

Un traguardo fondamentale raggiunto grazie al finanziamento straordinario di 4,5 milioni di euro da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e frutto di un importante lavoro di squadra tra professionalità e istituzioni locali e nazionali. Direttore del Museo archeologico nazionale di Aquileia è Marta Novello. Ai nostri microfoni spiega che, al centro della nuova impostazione museale, è stata posta la riscoperta e la valorizzazione dell’antica città di Aquileia nel rapporto con il suo territorio, e che l'esposizione della grande quantità di oggetti e testimonianze di età romana custodite, è stata completamente ripensata. (Ascolta l'intervista a Marta Novello sul nuovo allestimento del Museo Archeologico di Aquileia)

Dalla città pubblica agli spazi più privati 

“Il percorso suggerito – ci dice la Novello – è un racconto che inizia dall’aspetto monumentale e pubblico dell’antica Aquileia per poi passare alla realtà della necropoli e proseguire con il volto più domestico e quotidiano, fino a raccontare attraverso sale espositive a tema la città cosmopolita, con la presenza di persone di provenienza e appartenenza religiosa diverse, con le merci che arrivavano e partivano dal suo porto, fino alle attività come quella molto rinomata del vetro”.

Suppellettili in ceramica, vetro e metalli preziosi

Molti i reperti che, finora conservati nei depositi del Museo, sono ora visibili come i corredi funerari o i preziosi oggetti d’arredo provenienti dalle ricche domus aquileiesi. Ai mosaici pavimentali, uno dei fiori all’occhiello del sito archeologico, vengono riservate nuove forme di valorizzazione. Per offrire un quadro della vita quotidiana dei ceti più agiati sono stati ricostruiti idealmente gli spazi interni alle domus come i luoghi del banchetti, il luogo della cucina, i giardini. 

Rendere giustizia alla ricchezza dei tanti reperti archeologici

Il progetto di valorizzazione dell’area archeologica aquileiese, Patrimonio mondiale dell'umanità Unesco dal 1998, non è ancora finito e si completerà solo nel 2019 con la riorganizzazione della parte esterna alla sede principale del Museo. L’obiettivo è dare sempre più attrattività a un territorio che merita di essere ancora maggiormente conosciuto. “Aquileia oggi è uno dei siti archeologici più importanti del nord d’Italia - afferma la Novello - in particolare la Basilica ha una grande notorietà, ma molto resta ancora da fare per renderlo più centrale all’interno degli itinerari turistici e per rendere giustizia alla straordinaria ricchezza dei suoi reperti.” 
 

05 agosto 2018, 08:40