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Vatican News

Per Ortega morti 195 attivisti, quasi 450 per fonti indipendenti

Il presidente del Nicaragua esclude un referendum su elezioni anticipate. Gli Usa: Ortega unico responsabile della crisi. E la gente sta con la Chiesa che invita al dialogo e alla non violenza

In un'intervista alla Cnn, il settantaduenne Presidente del Nicaragua Daniel Ortega, ha dichiarato che nuove consultazioni "non hanno alcun senso". Ha anche rivelato di essere in contatto con il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, con differenti organismi internazionali e con il card. Leopoldo Brenes per "rafforzare la Commissine di dialogo" e poter così "ottenere buoni risultati" nella soluzione della crisi che attraversa il Paese centroamericano. Per gli Stati Uniti, è invece l'unico responsabile della crisi e l'unica via per ristabilire la democrazia è lo svolgimento di elezioni libere.

Ortega: 195 morti da inizio crisi

Dal suo ufficio a Managua, il presidente del Nicaragua ha fatto sapere che da aprile, ovvero dall'inizio della crisi che ha piegato il Paese, sono 195 i manifestanti morti. Allo stesso tempo, ha voluto smentire il bilancio fornito dalle agenzie umanitarie secondo cui le vittime sono almeno 450. Intanto è saltato l'incontro dei vescovi di ieri: fonti della Conferenza episcopale in contatto con l'Agenzia Sir spiegano che si attendono soprattutto le risposte del presidente. Ma Ortega ha bocciato anche l'ipotesi che il Consiglio di sicurezza dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) dia vita a una commissione per gestire l'attuale situazione.

Il grazie del popolo ai vescovi

Mentre Ortega non concede risposte ufficiali sulla reale prosecuzione del Dialogo nazionale nè tanto meno sul "gradimento" della presenza dei vescovi come mediatori e testimoni, i paramilitari da sabato scorso hanno aperto una caccia all'uomo contro i partecipanti alla manifestazione di solidarietà nei confronti dei vescovi della Conferenza episcopale. L'evento, organizzato dalla società civile, si è concluso alla cattedrale della capitale dove è stata fatta la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, proprio come proposto dalla stessa Conferenza episcopale del Nicaragua.

La gente è con la Chiesa

Come ha recentemente dichiarato mons. Carlos Avilés, vicario generale dell'Arcidiocesi di Managua e consigliere della Commissione per il Dialogo Nazionale, in un'intervista al canale cattolico del Paese, "le persone sono con la Chiesa, perché sanno che la Chiesa ha sempre aperto le sue braccia ai bisognosi". Numerosi anche i messaggi via facebook e twitter dei vescovi che invitano al dialogo e alla non violenza.

Dura condanna dagli Usa

Per gli Stati Uniti l'unico responsabile della crisi è Ortega e, in una dichiarazione, la Casa Bianca ha condannato duramente il mancato rispetto dei diritti umani e le violenze con cui il governo del Nicaragua ha reagito alle proteste. Gli Usa hanno assicurato il ritiro dei veicoli donati alla polizia nazionale del Paese utilizzati contro i manifestanti e il taglio di ulteriori vendite e donazioni di equipaggiamenti che potrebbero essere impiegati contro chi protesta.

31 luglio 2018, 11:15