Versione Beta

Cerca

Vatican News
Il presidente uscente del Malawi, Mutharika, durante le celebrazioni dei 54 anni dell'indipendenza del Paese Il presidente uscente del Malawi, Mutharika, durante le celebrazioni dei 54 anni dell'indipendenza del Paese  (AFP or licensors)

Malawi, elezioni politiche 2019: la Chiesa non si schiera

Al termine della loro recente Plenaria i vescovi del Malawi hanno rilasciato una dichiarazione sulle prossime elezioni del 2019

Lisa Zengarini - Città del Vaticano

I vescovi del Malawi non possono schierarsi e non sosterranno alcun candidato o partito alle prossime elezioni generali del 21 maggio 2019, ma incoraggiano i cattolici a partecipare attivamente alla vita politica del Paese. È la ferma posizione ribadita nei giorni scorsi dalla Conferenza episcopale al termine della sua seconda assemblea annuale nella capitale Lilongwe.

Niente esternazioni che possano essere strumentalizzate

Nella dichiarazione finale, i presuli richiamano i sacerdoti, i religiosi e le religiose e tutti coloro che hanno incarichi di responsabilità nelle istituzioni ecclesiastiche ad astenersi da esternazioni o dal compiere azioni che possano essere interpretate come una presa di posizione politica della Chiesa. Quindi esortano tutti i cittadini “a pregare per elezioni pacifiche e a collaborare con Dio a questo scopo evitando parole, azioni o atteggiamenti passivi che possano causare violenze”, ricordando che dalla sua nascita come Stato indipendente il Malawi è stato benedetto dalla pace. "È dovere dei cittadini davanti a Dio e alla Nazione – sottolineano - assicurare la convivenza pacifica sempre, ma soprattutto in vista delle elezioni."

Siano garantite elezioni corrette, giuste e credibili

Dopo avere rammentato che la partecipazione al voto non è solo un diritto, ma anche un dovere, i presuli del Malawi si rivolgono ai dirigenti del Paese affinché garantiscano elezioni corrette, giuste e credibili.

Più di 50 anni di pace in un Paese relativamente stabile

Colonia britannica fino al 1964, il Malawi (già Nyasaland) ha celebrato le sue prime elezioni libere nel 1994, dopo trent’anni sotto il regime di Hastings Kamuzu Banda. Nonostante la passata dittatura, la corruzione ancora diffusa e il Malawi sia una delle nazioni più povere del mondo, afflitto da periodiche siccità, alluvioni, carestie e dalla dilagante piaga dell’Aids, a differenza dei suoi vicini, il Paese gode di una relativa pace e stabilità politica dagli anni della sua indipendenza.

09 luglio 2018, 10:14