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Proteste in Iraq per la disoccupazione, l'aumento del costo della vita e la mancanza di servizi Proteste in Iraq per la disoccupazione, l'aumento del costo della vita e la mancanza di servizi 

Card. Sako ai politici: risolvete crisi economica e istituzionale

Una lettera ai politici iracheni e alle rappresentanze diplomatiche presenti in Iraq: l'ha inviata il Patriarca caldeo, card. Louis Raphael Sako per il quale è urgente un forte governo di coalizione per fermare le spinte settarie e per far fronte alla crisi economica

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Non c'è democrazia nell' Iraq del dopo Saddam Hussein, nonostante i tentativi dei numerosi governi che si sono susseguiti dal 2003. Dopo le ultime elezioni dello scorso 12 maggio, il Paese sta vivendo una pericolosa fase di paralisi politico-istituzionale mentre cresce il malcontento della popolazione per le difficili condizioni di vita. A governare è oggi il primo ministro, Hadi al Amiri, leader delle milizie filoiraniane Badr che alle elezioni hanno ottenuto la maggioranza dei seggi, ma manca ancora il Parlamento.

Card. Sako: subito un governo di coalizione

La situazione è disastrosa e preoccupa non poco la Chiesa locale. Tanto che il Patriarca caldeo, il cardinale Louis Raphael Sako, ha voluto inviare una lettera a tutti i politici iracheni, richiamandoli alla loro responsabilità. Urgente, secondo il card. Sako, la formazione di un “governo forte di coalizione” che possa intervenire sulla presenza delle milizie organizzate su base etnico-religiosa che ancora dettano legge in ampie aree del Paese. Necessario anche rafforzare il ruolo dell'esercito nazionale che, afferma ai nostri microfoni il Patriarca, "sia ben formato" e "che difenda il Paese e protegga tutta la popolazione". (Ascolta l'intervista al card. Louis Raphael Sako sulla situazione oggi in Iraq

Violenza, disoccupazione, corruzione

Dieci i punti in cui si articola la lettera del Patriarca che prende le mosse dalla costatazione del fallimento delle promesse di chi, in Occidente, aveva giustificato l'intervento militare guidato dagli Stati Uniti contro il regime di Saddam Hussein come mezzo per 'esportare la democrazia' in Iraq. Il card. Sako descrive il suo Paese citando la corruzione diffusa, ma parlando anche di crisi economica che produce mancanza di servizi, disoccupazione, razionamenti di elettricità e acqua. Nelle scorse settimane, in particolare nel sud del Paese, la gente per protesta è scesa in piazza e le manifestazioni proseguono ogni venerdì. "Bisogna ascoltare le richieste della popolazione - dice il card. Sako - sono richieste giuste: si chiedono elettricità, acqua e qui adesso fanno anche 42 gradi. Poi il lavoro, si chiede che vengano rispettati i bisogni primari delle persone, la loro dignità e libertà". Il Primate della Chiesa caldea denuncia poi la corruzione: "tutto è fermo, l'agricoltura, l'industria, il turismo, abbiamo solo il petrolio e quello viene venduto e i soldi rubati. Che ne sarà del Paese, che ne sarà di 30 milioni di iracheni?"

Il principio di cittadinanza base di ogni riforma

Nella sua lettera il cardinale Sako suggerisce ai politici di riformare la Costituzione ormai superata e le leggi, tenendo conto del “principio di cittadinanza” per risolvere ogni tipo di affiliazione religiosa o settaria dei cittadini. "Non è la religione il problema -  afferma con forza - la religione è solo una scusa di alcuni per giustificare i propri interessi. La religione non entra nella politica, ciò che si deve fare è riconoscere l'uguaglianza e la dignità di tutti e fare tutto il possibile per migliorare le condizioni di vita della gente." E racconta di come tra i leader religiosi si siano aperti ultimamente molti spazi di dialogo e di maggiore comprensione, ma ciò che manca, ribadisce, è la politica e ciò che alla politica spetta fare nel Paese.
 

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31 luglio 2018, 12:48