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Campo profughi rohingya in Bangladesh Campo profughi rohingya in Bangladesh  (AFP or licensors)

L’esodo dei rifugiati Rohingya: improbabile il ritorno

Migliaia di profughi del Myanmar sono stati accolti dal Bangladesh, costretto a gestire una crisi umanitaria. Secondo la Caritas, il ritorno in Myanmar è improbabile

Andrea Gangi - Città del Vaticano

Il ritorno dei rifugiati Rohingya dal Bangladesh al Myanmar è “alquanto improbabile”. Lo afferma la Caritas del Bangladesh all’Agenzia Fides, aggiungendo che “il Bangladesh continua a gestire una massiccia crisi umanitaria. Dal mese di agosto 2017, nel vicino Myanmar, i Rohingya sono stati vittime di violenza estrema - con omicidi, stupri e distruzione di villaggi. Ciò ha causato lo spostamento di massa dei rifugiati".

Una situazione drammatica

Dall’agosto 2017 centinaia di migliaia di Rohingya, gruppo etnico del Myanmar, hanno raggiunto il Bangladesh per sfuggire alle violenze delle forze di sicurezza birmane. Oggi sono circa 700mila i Rohingya apolidi, di cui l’80% donne e bambini. Vivono in campi provvisori nell’entroterra, nei pressi della città costiera di Cox’s Bazar. La situazione è precaria: i centri sono sovraffollati, le infrastrutture non reggono; il futuro di questa minoranza musulmana è avvolto dall’incertezza. Inoltre, l’imminente stagione dei monsoni, che raggiunge il suo apice ad agosto, minaccia di provocare una nuova tragedia: le prime piogge, infatti, hanno causato frane e le tempeste danneggiato le capanne di bambù e le tende in plastica.

Un futuro incerto

Secondo Shiba Maria D'Rozario, Direttrice della Comunicazione di Caritas Bangladesh, "oltre 688mila Rohingya sono fuggiti dallo Stato di Rakhine, portando il numero totale dei rifugiati in Bangladesh a 900mila. Hanno bisogno di riparo, cibo, acqua pulita, viveri, protezione e sicurezza. Il loro ritorno in Myanmar sembra improbabile a breve termine, anche perché molti rifugiati temono per la loro incolumità. Gli insediamenti di rifugiati in Bangladesh, nella zona di confine, sono cresciuti rapidamente e spontaneamente, creando aree estremamente congestionate, vulnerabili a inondazioni, frane e altri pericoli. I rischi sono particolarmente alti con l'arrivo della stagione dei cicloni”.

L’instancabile lavoro delle organizzazioni

Caritas Bangladesh sta lavorando con Caritas Internationalis e organizzazioni partner come Catholic Relief Service (Crs) per fornire a 265mila persone sostegno e solidarietà. Con l’aiuto degli artigiani locali, la Caritas ha costruito 7.540 rifugi sicuri per famiglie e ne ha migliorati oltre 5.800. Ha fornito supporto alle famiglie, garantendo acqua e servizi igienici. Ha costruito 2.397 bagni installando 2.419 pozzi con pompe ad energia solare. È ancora in corso l'addestramento di volontari per la campagna di educazione volta a proteggere donne e bambini dalla tratta e dalla violenza. Nei campi profughi la Caritas ha costruito sei aree gioco per bambini e infrastrutture scolastiche. In vista della stagione dei cicloni e delle inondazioni, Crs e Caritas stanno costruendo muri di contenimento, barriere di sabbia e ponti di bambù, al fine di garantire protezione e sicurezza ai profughi.

 

03 luglio 2018, 12:23