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L'Unitalsi sulle orme della Sacra Famiglia in Egitto

Presentato stamattina a Palazzo Pio, a Roma, il pellegrinaggio dalla Terra Santa all'Egitto che l'Unitalsi promuove in collaborazione con la diocesi di Viterbo e l'Ente del Turismo egiziano.

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Si terrà dal 15 al 21 giugno prossimi e per l'Unitalsi sarà una prima volta. Il pellegrinaggio presentato in conferenza stampa presso la Sala Marconi di Palazzo Pio, a Roma, sarà infatti un'esperienza nuova. Unirà due Paesi, la Terra Santa e l'Egitto, ripercorrendo il viaggio della Sacra Famiglia in fuga da re Erode. "Sulle orme della Sacra Famiglia, costruendo ponti di pace e creando occasioni di dialogo interreligioso", il titolo di questo itinerario a cui parteciperanno circa 50 persone tra malati, disabili, volontari e pellegrini.

Un segnale di pace e di dialogo

L'iniziativa vede la collaborazione dell'Ente del Turismo egiziano e della diocesi di Viterbo. Al tavolo dei relatori, stamattina, a spiegare motivazioni e dettagli del pellegrinaggio Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi,  don Luigi Fabbri vicario della diocesi di Viterbo; padre Antonio Gabriel, delegato del vescovo della diocesi Copta ortodossa di San Giorgio a Roma, Anba Barnaba El Soriani, e Isham Badr, ambasciatore de Il Cairo in Italia.
"Dare concreti segnali di armonia e di pace - ha sottolineato l'avvocato Diella - è la motivazione che ci ha spinto nella convinzione che se le persone s'incontrano e si conoscono, diventa possibile costruire un futuro di pace e di rispetto reciproco. Anche in situazioni di conflitto o di diverse appartenenze etniche e religiose". 

La bellezza deve essere accessibile a tutti

Il presidente nazionale Unitalsi ci tiene poi a sottolineare un secondo aspetto. La bellezza - dice - deve essere accessibile a tutti e noi vogliamo fare in modo che anche disabili e malati ne possano godere. Perciò richiamiamo l'attenzione a rendere possibile questo, concretamente. A Lourdes tutto è programmato per questo -  spiega - ma dovunque dovrebbe esserci tale sguardo rivolto ai più fragili. Tappe del pellegrinaggio saranno Tel Aviv, Gerusalemme, Il Cairo, Wadi al Natrun. Durante l'itinerario sono previsti incontri con le massime autorità locali, religiose e istituzionali tra cui Papa Tawadros II, patriarca dei copti ortodossi.

L'Egitto ha ospitato la Sacra Famiglia

Sono più di 15 i luoghi documentati in terra d'Egitto che testimoniano e ricordano il passaggio di Giuseppe, Maria e Gesù. Padre Gabriel lo dice con orgoglio e prosegue: "Noi siamo fortunati, perché i primi passi di Gesù sono avvenuti sul nostro territorio e Gesù per tre anni e mezzo ha bevuto l'acqua del Nilo". Grande poi la riconoscenza per questa iniziativa dell'Unitalsi che farà incontrare i pellegrini con le comunità cristiane copte in Egitto, una terra di martiri -  ha ricordato - anche in tempi recenti. 

Il viaggio del Papa in Egitto nel 2017

"Il progetto che segue il cammino della Sacra Famiglia - afferma poi l'ambasciatore, Isham Badr - ci aiuta a diffondere messaggi di tolleranza, di convivenza e di dialogo tra le religioni". E dice che la nuova Costituzione del suo Paese porta scritto per la prima volta che l'Egitto è stata la terra che ha dato rifugio e ospitato la Sacra Famiglia. Ricorda poi il viaggio di Papa Francesco e la sua amicizia con il Grande Imam che ha permesso il superamento di ogni tensione tra le comunità religiose, accorciando le distanze. 
Questo progetto è nato proprio da quella visita di Francesco, nell'aprile 2017, dando il via alla collaborazione tra l'Ufficio turistico egiziano e l'Unitalsi. 

Il dolore del popolo per Giulio Regeni

Inevitabile, parlando di pellegrinaggio o comunque di turismo dall'Italia in terra egiziana, ricordare la tragica vicenda di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano torturato e ucciso nel 2016 al Cairo. Una vicenda su cui ancora non è stata fatta chiarezza. Chissà se quello che è accaduto potrà servire all'Egitto per crescere in umanità. "Quello che è accaduto a Regeni - commenta al nostro microfono l'ambasciatore - è qualcosa di tragico che ha fatto arrabbiare e ha addolorato tutti in Egitto. " E riferisce che una settimana fa "c'è stata una dichiarazione del magistrato Giuseppe Pignatone e del suo omologo egiziano in cui si dice che c’è una cooperazione, molto positiva, "affinché si scopra la verità per questo ragazzo, per questo eroe". "Noi continuiamo - conclude - c’è una volontà e un impegno da parte dell’Egitto per trovare la verità, perché questa questione ha creato tensione. E noi vogliamo tornare all'intesa e alla comprensione tra i nostri due Paesi". 

 

 

06 giugno 2018, 15:37