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L’Osservatorio Van Than sulla Dottrina Sociale della Chiesa favorevole alla proposta del ministro del lavoro italiano Di Maio sulla chiusura domenicale dei negozi L’Osservatorio Van Than sulla Dottrina Sociale della Chiesa favorevole alla proposta del ministro del lavoro Di Maio sulla chiusura domenicale dei negozi  (AFP or licensors)

Italia. Negozi chiusi domenica. Dottrina sociale dice sì

Accende il dibattito in Italia la proposta del ministro del Lavoro Di Maio di ridiscutere il decreto sul lavoro domenicale. In una nota L'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla dottrina sociale della Chiesa ricorda l'importanza del riposo per le relazioni familiari e della domenica, giorno del Signore

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

L’augurio che la proposta della chiusura degli esercizi commerciali nel giorno di domenica diventi presto realtà e trovi appoggio nella società e nella politica”. Ad esprimerlo è l’Osservatorio Internazionale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa, attraverso la penna del presidente, mons. Giampaolo Crepaldi vescovo di Trieste. In un comunicato il presule si inserisce nel dibattito aperto in Italia dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio che si è detto propenso a rivedere le norme sul lavoro domenicale previste dal decreto “Salva Italia” del governo Monti.

La Chiesa in difesa del riposo domenicale

Mons. Crepaldi ribadisce la posizione della Dottrina Sociale della Chiesa che fin dai tempi della Rerum Novarum di Leone XIII, sul finire del 19.mo secolo, chiedeva una legislazione che favorisse il riposo domenicale: “Il lavoro – ricorda citando san Giovanni Paolo II che lo definiva la “chiave dell’intera questione sociale” - è una dimensione molto importante per la vita dell’uomo, per la sua famiglia e per la società, ma deve essere collocato in una dimensione pienamente umana”.

Il riposo valorizza le relazioni familiari

Il riposo infatti, secondo l’Osservatorio Van Thuan, “valorizza la dimensione delle relazioni familiari”, mentre il lavoro domenicale costringe le persone ai turni, “impedendo” spesso alla famiglia di ritrovarsi insieme”. “L’apertura generalizzata dei negozi non da la sensazione della pausa”: dire questo – spiega l’arcivescovo – non significa “demonizzare né gli acquisti né la produzione con facili accuse”, ma “segnalare il bisogno di un momento di salutare discontinuità per godere di altri aspetti della vita”.

La domenica, giorno del Signore

C’è poi la dimensione religiosa. “Per i cattolici la domenica è il giorno del Signore”. Non lavorare la domenica da “la possibilità di partecipare alla Messa” e predispone lo “spazio spirituale affinchè i cuori possano guardare in alto”. “Fermarsi e sapere gustare il gratuito  - scrive il presidente dell’Osservatorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa -  è già una apertura al trascendente. Non si tratta di evasione, me di recupero di energie vitali per tutti”. Mons Crepaldi mette in guardia da una concezione relativistica che in una società pluralista possa giudicare il riposo domenicale “una discriminazione verso altre tradizioni religiose”: esso “è congruo con la religione cristiana che ha animato e anima la nostra civiltà di elementi di verità e di bene, quindi merita di essere primariamente e pubblicamente considerato”.

Dibattito aperto in Italia

La questione è al centro del dibattito politico e sociale in Italia. La segretaria generale Cisl Annamaria Furlan plaude al ministro Di Maio: “non esiste un diritto allo shopping e va salvaguardata la volontarietà del lavoro domenicale e festivo”. A favore invece di una piena liberalizzazione degli orari è Federdistribuzione secondo cui l’apertura domenicale dei negozi offre “un servizio più allineato ai nuovi bisogni e ai tempi di vita dei cittadini”.

28 giugno 2018, 19:33