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Messa celebrata dal Papa durante la visita a Lampedusa Messa celebrata dal Papa durante la visita a Lampedusa  

A Lampedusa la preghiera dei vescovi africani per i migranti

Un pellegrinaggio per pregare Dio per le vittime delle migrazioni nel Mediterraneo e per ringraziare la popolazione di Lampedusa per l'accoglienza di tanti anni. Così i vescovi del Burkina Faso-Niger per due giorni nell'isola siciliana

Gabriella Ceraso e p. Jean Pierre Bodjoko- Città del Vaticano

Preghiera e ringraziamento: con questi due obiettivi una rappresentanza dei vescovi della Conferenza episcopale del Burkina-Niger a margine della Visita ad Limina di questi giorni in Vaticano, ha deciso di trasferirsi a Lampedusa e, nell'isola siciliana, ricordare tutti i migranti vittime dei naufragi nel Mediterraneo.

Incontri e preghiere

Saranno due giorni intensi di incontri, a partire da oggi pomeriggio, con la visita al centro di accoglienza di Lampedusa e al monumento Porta d'Europa, quindi in serata la Santa Messa nella Parrocchia  dell'isola. Mercoledì 30 maggio invece i vescovi, accompagnati  da rappresentanze istituzionali nazionali e locali, renderanno omaggio alle migliaia di vittime dei naufragi con la sosta al cimitero e al Molo della Madonnina da cui partono tanti i soccorsi e al quale approdano altrettante vite in cerca di un futuro. Al termine della giornata quindi il lancio di una corona di fiori in mare a bordo di una motovedetta del Corpo della Capitaneria.  

Il mondo sia più solidale

A guidare la delegazione dei vescovi africani,  il presidente della Conferenza episcopale Burkina-Niger, mons Paul Y. Ouedraogo, arcivescovo di Bobo-Dioulasso in Burkina Faso che nell'intervista di padre Jean-Pierre Bodjoko,sottolinea lo spirito con cui i presuli compiono questa visita, il dolore per la perdita di tante vite nelle acque del Mediterraneo. Nelle sue parole infine il forte auspicio che il mondo sia sempre più globalizzato anche sul fronte della solidarietà. 

Ascolta l'intervista a mons Paul Y. Ouedraogo

R. – Vogliamo vivere questo viaggio come un vero pellegrinaggio; si tratta di un luogo che è stato raggiunto – è la porta d’Europa – da coloro che sono riusciti a sfuggire alla morte nel deserto, alla morte nel Mediterraneo e da coloro che poi proprio lì non ce l’hanno fatta … Vogliamo raccoglierci in preghiera per tutti coloro che sono morti su questa strada della migrazione; vogliamo pregare anche per coloro che sono riusciti a passare di qua e che oggi cercano di organizzarsi una nuova vita. Per noi è anche l’occasione per ringraziare la popolazione di Lampedusa: in definitiva è stata lei a venire in aiuto a coloro che sono riusciti a compiere la traversata, che ha permesso loro quantomeno di ritrovare la loro dignità di uomini e di donne. Questo pellegrinaggio lo compiamo sulle tracce del Santo Padre con il pensiero rivolto a questi migranti che sono africani; nella maggior parte sono figli dell’Africa e noi dobbiamo non solamente pregare per loro, ma fare il possibile perché questa migrazione non sia sempre considerata come l’unico rimedio ai problemi dei giovani – perché sono sostanzialmente i giovani che si lanciano in questa avventura.

D. – Il problema dei migranti è fonte di preoccupazione per lei?

R. – Bè, certo, ci preoccupa perché come lei sa il Niger è un Paese di grande passaggio per coloro che si avventurano nel deserto; i Paesi coinvolti sono il Burkina Faso e il Niger da dove partono, passando per l’Algeria o per la Libia. Quindi ovviamente siamo preoccupati per queste persone. Poi c’è anche l’aspetto dell’esperienza che stiamo facendo da qualche tempo con la Comunità di Sant’Egidio: è nello scambio di idee che abbiamo pensato che un’iniziativa di questo genere avrebbe se non altro potuto riaccendere la speranza ma soprattutto interpellare ancora il mondo perché faccia appello alla sua capacità di solidarietà … La mondializzazione ha toccato i mercati e l’economia, è vero; ma nell’ambito della solidarietà, dell’amore o semplicemente del senso di umanità, la globalizzazione non ha prodotto ancora grandi risultati …
 

29 maggio 2018, 13:29