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Operatori di Medici Senza Frontiere: uno su cinque è un infermiere Operatori di Medici Senza Frontiere: uno su cinque è un infermiere 

Giornata internazionale dell'infermiere: l'appello di Msf

Oggi la Giornata internazionale dell'infermiere: Medici Senza Frontiere (Msf) coglie l'occasione per ricordare l’importanza di questa figura professionale . Oltre 8.800 gli infermieri dell’organizzazione umanitaria in prima linea nel mondo per salvare vite

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Una prestazione professionale, quella dell’infermiere, di cui forse non viene riconosciuto abbastanza il valore. “Che sia in una sala operatoria, nel reparto di un ospedale, durante una Campagna di vaccinazione, su una nave di soccorso nel Mediterraneo o in una clinica mobile - scrive Msf in un comunicato - gli infermieri sono quasi sempre il primo volto che un paziente vede quando si affida alle nostre cure". E sono 8.843 gli infermieri che, per conto dell’Organizzazione, stanno giorno e notte in prima linea in 72 Paesi del mondo. 

L'infermiere può salvare una vita 

Anche nei contesti più difficili come nelle zone dove sono in corso conflitti, “gli infermieri – spiega il comunicato- svolgono molte attività prettamente cliniche, come rianimare i pazienti, monitorare i parametri vitali, medicare le ferite, somministrare pillole e iniezioni, inserire tubi per le terapie endovenose, effettuare vaccinazioni e altro ancora. In molti casi si tratta di attività salva-vita che richiedono esperienza, tempismo e strumenti adeguati, nonostante condizioni spesso estreme”.

La persona più vicina al malato

A volte l’infermiere sostituisce il medico se questo non c’è o quando, come avviene in tanti Paesi, i medici sono pochi, ma in tutti gli ospedali e i luoghi di cura del mondo, è sempre l’infermiere la persona più vicina al malato. Sono gli infermieri infatti che lo aiutano nelle azioni quotidiane, come bere e mangiare. Ma sono anche quelli che ascoltano le loro storie, le paure e le speranze dei pazienti. E’ la cura della persona al centro della loro attività. 

Le testimonianze degli operatori di Msf

“Essere un’infermiera fa emergere l’umanità che hai dentro”, racconta Philomena Obiefuna, infermiera nigeriana di Msf impegnata nell’emergenza nutrizionale nello Stato del Borno, colpito dal conflitto nel Paese .“Da infermiere, la mia specialità è fornire cure mediche, ma a volte essere ascoltati è ciò che davvero aiuta le persone”, dichiara Ahmad Nabil, infermiere iracheno di Msf, che assiste gli sfollati interni in fuga dalla guerra nel nord dell’Iraq. “In molti dei Paesi dove lavoriamo, le persone non hanno letteralmente nulla” racconta Michael Shek, infermiere inglese di Msf che ha lavorato in Sud Sudan e in Siria. “Poter alleviare la loro sofferenza è una delle gioie più grandi che puoi provare”.

Medici Senza Frontiere cerca candidati  

In occasione della Giornata di oggi, l’organizzazione umanitaria lancia anche un appello per trovare nuovi infermieri per i suoi progetti, in particolare infermieri di sala operatoria e con esperienza in neonatologia e pediatria. Tutte le informazioni sul sito di Msf: nel 2017 sono state 63 le partenze di infermieri italiani verso progetti di Msf in tutto il mondo.
Tamara Candiracci, infermiera, è la persona che si occupa della gestione e dello sviluppo degli infermieri italiani dell'organizzazione. "In Medici senza Frontiere - dice ai nostri microfoni - la figura dell'infermiere viene molto valorizzata ma, per poter partire con noi, chiediamo abbia requisiti molto precisi. C'è poi però la possibilià di crescere molto al nostro interno o specializzandosi in diversi ambiti o occupando posizioni di coordinamento di progetti".

Un'esperienza di lavoro molto arricchente

Tamara stessa ha fatto diverse esperienze di missione e racconta che questo tipo di lavoro è etremamente arricchente. "Si lavora - spiega - in team multidisciplinari e multiculturali ed è molto motivante vedere l'effetto immediato del nostro agire. Dal punto di vista umano, inoltre, dai pazienti s'impara tanto, ad esempio la dignità con cui uomini, donne e bambini affrontano spesso la loro sofferenza".

Ascolta l'intervista con Tamara Candiracci
12 maggio 2018, 08:00