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Giornata internazionale per la biodiversità: è in gioco il futuro dell’uomo

Si celebra oggi la 25.esima edizione della Giornata internazionale per la biodiversità, un tema al quale Papa Francesco ha dedicato ampio spazio nella sua Enciclica “Laudato si’”

Barbara Castelli – Città del Vaticano

“Ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre. La stragrande maggioranza si estingue per ragioni che hanno a che fare con qualche attività umana”. E’ uno dei passaggi chiave che Papa Francesco dedica al tema della biodiversità nella sua Lettera Enciclica “Laudato si’” (24 maggio 2015). E in questa odierna Giornata internazionale per la biodiversità, istituita dall’Onu nel 1993, la questione mostra tutti i suoi aspetti drammatici. Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale italiano, dal 1500 a oggi, le specie estinte documentate sono 765, di cui 79 mammiferi, 145 uccelli, 36 anfibi. Di tutte le estinzioni, precisa l’Ispra, il 75% è stato causato da un eccessivo sfruttamento delle specie, dalla distruzione degli habitat per infrastrutture o per avere nuovi campi per l’agricoltura, dall’agricoltura intensiva. Altre cause sono l’inquinamento e l’introduzione di specie aliene invasive.

Le api di Einstein

“Se andiamo avanti così, entro la fine del secolo, vedremo scomparire un terzo delle specie”: precisa ai microfoni di Vatican News il salesiano padre Joshtrom Kureethadam, del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale. “Ricordo – prosegue – quello che spesso diceva Albert Einstein, già un secolo fa: ‘se le api scomparissero, in sei o sette anni tutta l’umanità scomparirà’”. Si tratta di mettere a fuoco, come ricorda lo stesso Pontefice, che siamo tutti interconnessi e che il destino del Creato procede di pari passo con la vita dell’uomo: “La perdita di foreste e boschi implica allo stesso tempo la perdita di specie che potrebbero costituire nel futuro risorse estremamente importanti, non solo per l’alimentazione, ma anche per la cura di malattie e per molteplici servizi”.

I costi dell’incuria umana

L’estinzione di varie specie, giorno dopo giorno, non solo impoverisce drammaticamente e irrimediabilmente la ricchezza del Creato, ma ha anche dei costi materiali. Nell’Enciclica “Laudato si’”, Papa Bergoglio precisa che “il costo dei danni provocati dall’incuria egoistica è di gran lunga più elevato del beneficio economico che si può ottenere”. “Qualunque azione sulla natura”, insiste il Pontefice, “può avere conseguenze che non avvertiamo a prima vista”, ma che poi ricadono sul “resto dell’umanità, presente e futura”. Da qui la necessità di “investire molto di più nella ricerca”, superando miopi visioni economiche e commerciali troppo legate “al risultato immediato”. Uno tra i tanti esempi dell’intervento rovinoso dell’uomo, enumera il Pontefice, sono la “deforestazione”, le “monoculture agricole”, i “rifiuti industriali” e i “metodi distruttivi di pesca”.

La varietà del Creato educa al rispetto

Tebaldo Vinciguerra, del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, sottolinea che la “contemplazione” della “favolosa diversità delle creature” permette di approfondire “anche la comprensione e il rispetto”. Il “paradigma tecnocratico” del quale parla Papa Francesco “si manifesta anche in un tentativo di distruggere” “una certa biodiversità umana, controllando la vita, programmandola, con le manipolazioni genetiche e via dicendo”.

Ascolta e scarica l’intervista con padre Kureethadam

R. – Con i cambiamenti climatici, se andiamo avanti così, entro la fine del secolo potranno scomparire un terzo delle specie. Ricordo quello che spesso diceva Einstein già un secolo fa: “se le api scomparissero, in sei o sette anni tutta l’umanità scomparirà”. Perché – lo sappiamo – le api sono fondamentali per l’impollinazione e l’agricoltura. Un piccolo esempio che, tuttavia, ci dice questa grande verità: senza le altre specie non possiamo vivere, non possiamo sopravvivere. E purtroppo, come dice Papa Francesco nella Enciclica “Laudato Si’”, proprio a causa dell’attività umana stanno scomparendo tante specie.

Papa Francesco insiste molto sulla ricerca, che non è una perdita di risorse, ma un investimento reale per il futuro…

R. – La cosa triste, diciamo, è che conosciamo pochissimo delle specie: siamo riusciti a classificarne al massimo due milioni. Quante specie ci sono? Alcuni scienziati dicono che addirittura ce ne siano 30 milioni, altri molte di più. Allora, investire in questo campo è molto molto importante. E poi dicono che la natura sia la più grande farmacia, perché ci offre materiale per la medicina, per il cibo – il nostro nutrimento –, per la salute. E allora, con tutte queste specie in estinzione, stiamo proprio depauperando questa farmacia naturale che il Creatore ci ha fornito.

Nella tutela dell’ambiente ci sono non poche reticenze, soprattutto economiche; senza considerare, comunque, che stiamo parlando della Casa dell’uomo…

R. – Sì, l’economia, come denuncia spesso Papa Francesco, negli ultimi anni ha dimenticato questa grande verità: che l’economia, così come l’ecologia, è prendersi cura della nostra casa comune. L’economia, come denuncia Papa Francesco, quando cerca solo il profitto – e subito – arriva a distruggere questa nostra Casa comune. Invece, dobbiamo tutti quanti sentirci membri di questa unica famiglia.

Ascolta e scarica l’intervista con Tebaldo Vinciguerra

R. – Indubbiamente abbiamo bisogno di riscoprire nella complessità degli ecosistemi, nella favolosa diversità delle creature, la saggezza, la sapienza dei disegni di Dio creatore. Indubbiamente, abbiamo anche bisogno di un approccio di contemplazione nei confronti della biodiversità. La contemplazione poi permette anche la comprensione e il rispetto. Il paradigma tecnocratico del quale parla regolarmente Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ forse non si manifesta anche in un tentativo di distruggere – se mi si permette la metafora – una certa biodiversità umana, controllando la vita, programmandola, con le manipolazioni genetiche e via dicendo, quale è il valore intrinseco di ciascuna vita… Ma tornando più precisamente al tema della biodiversità, sono tra le preoccupazioni da annoverare le questioni che si collegano indubbiamente al tema degli oceani, del clima e dell’alimentazione.

 

22 maggio 2018, 13:35