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Marcia dei cattolici congolesi Marcia dei cattolici congolesi  (AFP or licensors)

Vescovi congolesi: garantire elezioni trasparenti e pacifiche

La Conferenza episcopale del Congo saluta il rispetto del calendario elettorale e la promessa del Governo di tenere fede alla data fissata per le elezioni generali il 23 dicembre. Lo ha dichiarato ieri in una conferenza stampa a Kinshasa il segretario generale dei vescovi, padre Donatien Nshole

Lisa Zengarini – Città del Vaticano

Il portavoce dei vescovi congolesi ha tuttavia ribadito le preoccupazioni dei vescovi per la non-applicazione integrale dell’accordo di San Silvestro siglato il 31 dicembre 2016, “unica strada percorribile” per uscire dalla crisi politica nata dalla questione del rinnovo del mandato del Presidente Kabila Joseph scaduto il 20 dicembre di quell’anno. L’intesa, siglata con la mediazione della Conferenza episcopale, prevedeva in sintesi il mantenimento al potere di Kabila per un altro anno, la nomina di un premier designato dall’opposizione e la creazione di un Consiglio nazionale di sorveglianza dell’accordo e del processo elettorale.

Preoccupano le dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza

Pur riconoscendo gli sforzi compiuti negli ultimi tempi per creare un clima politico più disteso, dopo la sanguinosa repressione delle manifestazioni dello scorso gennaio, la Cenco lamenta il mancato rispetto da parte delle forze di Governo di alcune clausole chiave dell’intesa necessarie a garantire elezioni “credibili, trasparenti e inclusive per la stabilità del Paese”. Secondo i presuli, non rassicurano in questo senso alcune recenti dichiarazioni di esponenti della maggioranza che sono tornati ad evocare un nuovo mandato per il Presidente Kabila. Affermazioni – si sottolinea - che “allontanano dalla Costituzione e dall’Accordo di San Silvestro”.

Garantire la libertà di manifestare

Sempre nella prospettiva di “elezioni pacifiche, credibili ed inclusive” -  ha affermato il portavoce dei vescovi congolesi -  preoccupano le perduranti limitazioni poste alla libertà di manifestare liberamente: “Questo diritto riconosciuto dalla Costituzione congolese è diventata una elargizione concessa a chi, quando e come vogliono, una vergogna per un regime che si considera democratico”.

Garantire l'ordine pubblico in tutto il Paese

Infine la Cenco richiama l’attenzione sulla perdurante insicurezza che attanaglia diverse provincie del Paese, dove continuano violenze e scontri armati tra fazioni. I vescovi ricordano in proposito che uno dei punti dell’Accordo di San Silvestro era proprio la predisposizione di misure per garantire l’ordine pubblico in tutto il territorio nazionale.

 

26 maggio 2018, 11:25